Un’operazione della Guardia di Finanza porta alla luce una gestione societaria opaca, tra flussi di denaro sospetti e presunte manovre per sottrarre risorse al fisco. I Finanzieri del Comando Provinciale di Rieti hanno denunciato due persone residenti in provincia di Roma per una serie di reati che vanno dalla bancarotta fraudolenta all’autoriciclaggio, fino alla sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e al trasferimento fraudolento di valori.
L’indagine, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, ha preso le mosse dall’analisi di una società a responsabilità limitata dichiarata in liquidazione giudiziale dal Tribunale di Rieti. Gli accertamenti hanno evidenziato una situazione di forte squilibrio economico-finanziario, accompagnata da movimentazioni ritenute anomale.
Nel mirino, in particolare, il trasferimento di oltre 162mila euro dal conto corrente societario verso rapporti esteri, operazioni prive – secondo quanto ricostruito dagli investigatori – di giustificazioni economico-contabili. Una condotta che avrebbe potuto arrecare un danno sia ai creditori che all’Erario.
Uno degli elementi centrali dell’inchiesta riguarda inoltre la presenza di un prestanome, una cosiddetta “testa di legno”. Si tratta di un soggetto anziano, formalmente intestatario della società ma ritenuto privo di reali capacità gestionali ed economiche. L’uomo, percettore di pensione sociale INPS e senza beni aggredibili, sarebbe stato utilizzato come schermo per celare i reali titolari dell’attività.
Non solo: dagli approfondimenti è emerso che il prestanome risulterebbe già coinvolto in diversi procedimenti penali per reati analoghi – tra frodi fiscali, riciclaggio e truffe aggravate – in varie aree del Centro-Nord Italia.
Alla luce degli elementi raccolti, i due indagati sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria. Contestualmente, è stata avanzata una proposta di sequestro preventivo, anche per equivalente, per un importo pari a 162.271 euro, considerato il profitto dei reati ipotizzati.
L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di contrasto alla criminalità economico-finanziaria messo in campo dalla Guardia di Finanza, con l’obiettivo di tutelare la legalità, il corretto funzionamento del mercato e le risorse pubbliche.
Come previsto dalla legge, il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari: eventuali responsabilità saranno accertate solo con una sentenza definitiva.








Rieti Life L'informazione della tua città





