Il gruppo consiliare di minoranza di Amatrice “Ricostruiamo Insieme” in una nota:”In occasione della visita del Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e del Commissario Straordinario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016, le comunità dei centri maggiormente colpiti — Amatrice, Accumoli, Arquata, Campotosto, ecc — intendono riportare il dibattito sulla realtà dei fatti, lontano dalla retorica dei “roadshow” e dei numeri rilasciati nei comunicati. Chiediamo con forza al Governo e alla Struttura Commissariale di restringere il cratere. È fuorviante e intellettualmente disonesto parlare di “ricostruzione avviata” citando dati che includono grandi centri come Ascoli, Rieti o Macerata. In quelle città il sisma ha graffiato, ma non ha ucciso il tessuto sociale. I numeri trionfalistici rilasciati sono distorti: la ricostruzione vera, quella dei centri rasi al suolo, è ancora un miraggio. Mentre i centri più grandi hanno beneficiato dei fondi per danni lievi, noi restiamo nel deserto delle macerie. L’iniziativa odierna, pur potendo essere un’occasione di rilancio, si è rivelata l’ennesima occasione persa:
- organizzare un incontro in un giorno lavorativo impedisce la partecipazione reale dei cittadini e dei lavoratori.
- “Ripartire insieme” significa coinvolgere tutti i giovani imprenditori del territorio, non limitare gli inviti a cerchie ristrette o vicine alla politica locale. Se non c’è inclusione, non c’è futuro.
Ad Amatrice assistiamo a un paradosso, invece di favorire la ‘restanza’ di giovani e nuove famiglie sono state tolte le SAE (Soluzioni Abitative in Emergenza), una misura che non trova riscontro in altri centri distrutti. Come si può chiedere a un giovane di restare se gli viene tolto il tetto sotto cui rifugiarsi in attesa della casa definitiva? Nelle frazioni, la situazione è al limite del grottesco. Le pochissime case ricostruite risultano spesso inaccessibili: mancano le fognature, mancano gli allacci delle utenze e i proprietari si ritrovano a vivere (o a tentare di farlo) nel mezzo di cantieri perenni e insicuri. In queste condizioni, formare una nuova famiglia non è una scelta, è un atto di eroismo impossibile. Non servono slogan, servono atti concreti. Chiediamo al Ministro Abodi e al Commissario di farsi carico di alcuni punti fondamentali:
- Zone Franche e Agevolazioni Fiscali prevedendo sgravi strutturali per le piccole e medie imprese che operano esclusivamente nei territori realmente distrutti.
- Servizi Essenziali: Ripristinare fogne, luce e gas nelle frazioni prima di dichiarare chiusi i cantieri.
Volete farci restare? Dateci le condizioni minime per esistere, non solo per resistere”.








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