Foto: COCUCCIONI ©
(di Cristian Cocuccioni) C’è un filo invisibile che lega i sogni dei giovani arbitri ai grandi palcoscenici del calcio europeo. Un filo fatto di sacrifici, errori, crescita, esperienza e soprattutto di una parola che non smette mai di risuonare: passione. È proprio questo il messaggio che Daniele Chiffi, arbitro internazionale, ha portato ai fischietti reatini nel corso dell’incontro che si è tenuto il 24 marzo nella sede dell’AIA di Rieti. Un appuntamento atteso e reso possibile grazie all’impegno del presidente Vittorio Sperati, che ha voluto offrire ai giovani associati un’occasione concreta di confronto con chi ha raggiunto i massimi livelli dell’arbitraggio.
Prima dell’incontro, Chiffi ha avuto modo di passeggiare nel centro cittadino, riscoprendo con piacere luoghi già conosciuti in passato: era infatti il 2002 quando, al Guidobaldi, aveva preso parte a una gara di atletica. Un ricordo vivido, raccontato con entusiasmo, che ha fatto da preludio a un pomeriggio intenso e ricco di contenuti.
Davanti a una platea attenta, l’arbitro ha ripercorso le tappe fondamentali della sua carriera: dagli esordi nei campi della Terza Categoria fino alla Serie A, passando per le sfide europee in Europa League. Un cammino costruito passo dopo passo, tra difficoltà e soddisfazioni, che ha saputo trasmettere ai giovani presenti non solo nozioni tecniche, ma soprattutto valori.
Tra tutti, uno ha risuonato più forte degli altri: la passione. È questa, ha sottolineato Chiffi, la vera forza motrice che permette di andare avanti, di superare gli ostacoli e di credere nel proprio percorso, dentro e fuori dal campo. Un messaggio semplice ma potente, capace di lasciare il segno e di accendere nuove motivazioni nei futuri protagonisti del mondo arbitrale.








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