Referendum Giustizia, Costini (Indipendenza): “La vittoria del No è un campanello d’allarme per il centrodestra”

“Il popolo ha parlato”. È netto il commento di Chicco Costini, vice segretario nazionale del Movimento Indipendenza, all’indomani dell’esito del referendum costituzionale sulla giustizia che ha visto prevalere il “No” con oltre il 53% dei voti e un’affluenza vicina al 59%.

 

Secondo Costini, si tratta di “un campanello d’allarme per il centrodestra”, uscito sconfitto da una consultazione che, a suo avviso, ha ribaltato gli equilibri politici degli ultimi anni. “Il centrodestra – afferma – è riuscito nell’impresa quasi impossibile di resuscitare una sinistra data per morta”.

 

Nel suo intervento, l’esponente del Movimento Indipendenza attribuisce la vittoria del fronte del No non tanto al merito della riforma, quanto alla compattezza di un’area ampia e variegata. “Si è compattato tutto ciò che la sinistra radicale e l’antifascismo militante avevano già portato in piazza nei mesi scorsi”, sostiene, facendo riferimento a un fronte eterogeneo ma, a suo dire, unito da una forte opposizione politica e culturale.

 

Di contro, Costini evidenzia una fase di difficoltà nel campo del centrodestra, parlando di un elettorato “deluso e demotivato”, che si sarebbe progressivamente allontanato rispetto alle aspettative maturate dopo le elezioni del 2022. Un passaggio in cui viene citata anche l’azione del governo guidato da Giorgia Meloni, ritenuta distante “dallo spirito rivoluzionario” che ne aveva caratterizzato l’ascesa.

 

Nel mirino anche la magistratura, con un attacco diretto a quella che Costini definisce una “casta intoccabile”, facendo riferimento a episodi simbolici che, secondo lui, metterebbero in discussione l’imparzialità del sistema.

 

“La questione – conclude – non riguarda solo la sinistra, ma soprattutto la destra. Senza una rinnovata spinta popolare e sovranista, il declino del centrodestra è segnato”. Da qui l’appello: “O si torna alla sovranità popolare senza compromessi, o si assisterà al lento ritorno del vecchio sistema”.

 

Una lettura dura e senza sfumature, che rilancia il dibattito politico all’indomani di un referendum destinato a lasciare strascichi importanti nello scenario nazionale.

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