C’è una domanda che attraversa l’Italia interna da nord a sud, e che ad Amatrice assume un peso ancora più preciso: come si offre a una generazione la possibilità di immaginare il proprio futuro nel borgo a cui appartiene. È questa la sfida al centro della tappa amatriciana del roadshow “Restare, partire, tornare”, venerdì 27 marzo. Un appuntamento che va oltre la dimensione locale per toccare una questione nazionale, quella dello spopolamento delle aree interne, che nessun cantiere, per quanto grande, può risolvere da solo. Il Centro Italia è oggi il più grande cantiere d’Europa, e Amatrice ne è l’epicentro: uno dei borghi maggiormente colpiti dal sisma del 2016, un Comune composto da 69 frazioni, con una superficie comunale pari alla metà di città come Brindisi o Arezzo: un problema organizzativo e amministrativo non banale, che aveva rallentato la ricostruzione e che ora è stato superato. Le opere sono in corso. Eppure una città ricostruita non è tutto, è solo la premessa, necessaria ma non sufficiente.
Il mercato del lavoro nel cratere: i numeri e il nodo delle competenze. I dati del mercato del lavoro segnalano tendenze significative. Nei 138 Comuni dell’area sisma, negli ultimi tre anni si registrano oltre 302.000 nuovi rapporti di lavoro attivati, pari a un incremento del 6,4%. Nelle aree più colpite dal sisma, il cosiddetto Cratere Ristretto, questo indice sale al 13,1% tra il 2022 e il 2024, a fronte di una media nazionale del 4,8% nello stesso periodo. Nel complesso, l’occupazione è cresciuta del 6,6% tra il 2022 e il 2024, compreso nell’area del Lazio colpita dal sisma. Nel primo semestre del 2025, mentre la media nazionale segna un calo del -1,2%, i comuni del cratere mantengono un andamento positivo. (Fonte: Cresme su elaborazioni Servizio Statistico Sviluppo Lavoro Italia su dati SISCO MLPS, ISTAT e INPS). Accanto a questi segnali, emerge però un nodo strutturale: nelle aree più dinamiche del cratere il tasso di posti di lavoro vacanti e difficili da coprire oscilla tra il 52% e il 58% nelle province del sisma, al di sopra della media nazionale. Significa che la domanda di lavoro cresce, ma fatica a trovare sul territorio le competenze necessarie. Coinvolgere i giovani, attivarli, accompagnarli verso nuove opportunità professionali è quindi una priorità concreta, non solo una dichiarazione di intenti. (Fonte: dati Excelsior 2024-2025). Sul fronte degli investimenti, i 900 milioni di euro approvati attraverso il programma Next Appennino attiveranno, secondo le stime, 4.700 nuovi posti di lavoro, con un impatto atteso del 22,9% sul valore aggiunto nelle aree più colpite. Le premesse ci sono, ora serve che i giovani partecipino a questa fase. (Fonte: stime Cresme su dati Invitalia e Unioncamere). Per chi ha un’idea di impresa e intende avviarsi al lavoro autonomo o professionale, esistono già strumenti concreti a disposizione: il Fondo Nazionale per l’Autoimpiego mette a disposizione fondi e risorse per chi vuole mettersi in proprio e avviare una nuova attività nei territori del cratere. Uno degli obiettivi di questi incontri è proprio far conoscere queste opportunità ai giovani che non sanno ancora che esistono. Per questo il progetto “Ripartiamo Insieme – area del Cratere 2016″, promosso dal Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e dal Commissario Straordinario per la Ricostruzione Guido Castelli, attraverso il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sceglie di portare qui le storie di chi ha già risposto a quella domanda con i fatti.”
Un format inedito: il palco come podcast. La giornata si aprirà alle 10.30, il palco sarà allestito come uno studio web radio per ospitare interviste in stile podcast, contributi video e momenti di partecipazione attiva dal pubblico. A condurre saranno Eleonora Scaiola, volto noto di RDS, e Ian Tognon, fondatore di una web radio giovanile del territorio che proprio in questa occasione viene presentata ufficialmente al pubblico. Un progetto nato dal basso, costruito da ragazzi per i ragazzi, che trova ad Amatrice il suo palcoscenico d’esordio. Un approccio pensato per abbattere la distanza tra chi parla e chi ascolta, trasformando la platea, composta prevalentemente da studenti, in protagonista attiva della conversazione. Le voci del territorio: quattro imprenditori sul palco. Cuore della mattinata sarà il blocco dedicato ai giovani imprenditori del cratere, che racconteranno in prima persona i loro percorsi di vita e di lavoro. Sul palco saliranno:
- Julia Antonucci, fondatrice di Ubi Maior, azienda agricola a Roccasalli, frazione di Accumoli, nata dalla scelta di tre sorelle di tornare a coltivare quei terreni a 1.100 metri di quota con zafferano, piccoli frutti ed erbe officinali.
- Emanuele Capriccioli, fondatore di EvolvE, impresa sociale che ha scelto Amatrice come sede della prima fiera edilizia stabile nel cuore del cratere sismico, in programma dal 29 al 31 maggio 2026.
- Aleandro Bucci, fondatore di TDF Events – Torneo delle Frazioni di Amatrice, che ha saputo trasformare una competizione sportiva tra frazioni in un’impresa sociale e in un punto di riferimento per i giovani del territorio.
- Alessia Brandimarte, dell’Azienda Agricola Brandimarte, che dopo aver perso stalla, caseificio e magazzini nel terremoto del 2016 ha scelto di restare e ricostruire: un nuovo caseificio e una struttura di accoglienza.
Le istituzioni in dialogo con i giovani. La giornata vedrà anche un momento di confronto istituzionale con un format aperto: sindaci e rappresentanti delle istituzioni saranno chiamati a ragionare insieme agli studenti sul futuro concreto dei territori. Interverranno il Commissario Guido Castelli, il Sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi, il Sindaco di Cittareale Francesco Nelli, il Sindaco di Accumoli Mauro Tolomei, il Sindaco di Rieti Daniele Sinibaldi, l’Onorevole Paolo Trancassini, Questore della Camera dei Deputati, e Manuela Rinaldi, Assessore ai Lavori pubblici e Politiche di Ricostruzione della Regione Lazio. Porterà inoltre un contributo la Rettrice dell’Università della Tuscia Tiziana Laureti, in relazione alle potenzialità del Biodistretto e alla collaborazione con il territorio. A chiudere la mattinata sarà Andrea Abodi, Ministro per lo Sport e i Giovani, in dialogo con i conduttori e con i rappresentanti degli istituti scolastici presenti. La sua presenza ad Amatrice si inserisce nel quadro dell’impegno istituzionale verso le politiche giovanili e conferma come la sfida dello spopolamento delle aree interne sia oggi all’attenzione dell’agenda del Paese.
Gli studenti al centro: partecipazione e idee in tempo reale. Il momento conclusivo sarà dedicato a un hackathon facilitato, in cui gli studenti saranno invitati a partecipare attivamente rispondendo in tempo reale a domande sul loro rapporto con il territorio, sulle loro aspirazioni e sulle idee concrete che vorrebbero avviare. Le risposte verranno lette e commentate in diretta, costruendo insieme una fotografia di come le nuove generazioni guardano al futuro dell’Appennino. A fare da filo conduttore sarà Alexandra Filotei, che porterà una testimonianza diretta di restanza e accompagnerà la lettura dei risultati dal vivo. Nel pomeriggio, a partire dalle 14.15, la giornata continuerà con attività organizzate da TDF Events e un dj set, per coinvolgere i giovani del territorio in un momento di incontro e comunità.
Dall’emergenza alla rigenerazione: strumenti concreti per chi vuole restare. Dal sisma del 2016 a oggi, il percorso è stato lungo e complesso. La ricostruzione fisica avanza speditamente, i cantieri aumentano e le risorse non mancano. Il mercato del lavoro segnala una domanda crescente. Ma perché questa ripresa si traduca in una scelta concreta per i giovani, occorre che le opportunità siano conosciute, accessibili e accompagnate. Fare in modo che chi ha un’idea di impresa possa avviarla, che chi vuole tornare trovi ragioni concrete per farlo, che chi non ha ancora deciso possa partecipare a un percorso di orientamento reale: è questo l’obiettivo che accomuna le tappe del roadshow e i progetti che le sostengono. L’Appennino centrale può diventare un territorio in cui restare, partire o tornare non sia una scommessa, ma una scelta informata e supportata.








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