(di Giulia Testa) Tra annunci di nuovi posti letto e pazienti costretti ad attendere nei corridoi, la sanità reatina torna al centro di un confronto che riguarda non solo l’organizzazione dei servizi, ma anche la qualità e la dignità delle cure. A intervenire è la Fp Cgil Rieti Roma Eva, che prende posizione sulla gestione della Asl accogliendo con cautela le prospettive di ampliamento dell’ospedale “De Lellis”.
“È un obiettivo che auspichiamo davvero, soprattutto alla luce della recente disposizione della Direzione Generale della Asl che ha previsto la collocazione nei corridoi dei pazienti provenienti dal Pronto Soccorso, spesso su barelle e per più giorni”. Il fenomeno, noto come boarding, viene descritto dal sindacato come una pratica che “viola la privacy, la dignità e la sicurezza delle persone, molte delle quali anziane e fragili”, con il rischio di “eventi avversi, ritardi nelle cure e complicanze cliniche e non”. Una condizione che, secondo la Cgil, segnala un livello organizzativo non più compatibile con gli standard minimi di sicurezza, esponendo operatori e pazienti a un “rischio clinico-assistenziale e medico-legale non governabile”.
Nel mirino anche le scelte gestionali successive alla ristrutturazione del pronto soccorso e alla supervisione di un consulente esterno. In questo quadro, sottolinea il sindacato, “il personale è costretto a gestire criticità che non dipendono da loro”, mentre la carenza di organico aumenta pressione e responsabilità. “I lavoratori non possono pagare per scelte sbagliate”. La critica si estende alla riorganizzazione interna, che, secondo il sindacato, avrebbe concentrato funzioni strategiche in pochi incarichi, indebolendo il Dipartimento delle Professioni Sanitarie. Una scelta che, si legge nella nota, rischia di incidere anche sulla capacità del territorio di trattenere professionalità qualificate. “Non stupiscono dimissioni, richieste di trasferimento e cambi compensativi, anche da parte di chi aveva scelto Rieti per costruire qui il proprio futuro”. Un segnale che riapre una questione più ampia: in una realtà già segnata da difficoltà nell’attrarre nuovi lavoratori, la stabilità organizzativa e le prospettive professionali diventano fattori decisivi per evitare un progressivo impoverimento dei servizi.
Sul piano degli investimenti, la Cgil riconosce l’importanza delle nuove strutture annunciate sul territorio. “Bene gli investimenti, ma non accetteremo che per aprire nuovi servizi si svuotino quelli esistenti, spostando personale già insufficiente invece di assumere nuove risorse”. Preoccupazione anche per il destino dei consultori familiari, definiti “un patrimonio pubblico dal 1975”, presidio essenziale per prevenzione e supporto a donne e famiglie.
Una presa di posizione netta che riporta al centro una questione più ampia: come garantire sostenibilità e qualità della sanità pubblica in una fase di cambiamento organizzativo. “Speravamo in una tutt’altra Direzione Generale per il tanto sbandierato ‘cambio di passo’”, le dure parole di Francesco Frabetti, Segretario Generale Fp Cgil Rieti Roma Eva. Perché quando l’emergenza diventa quotidianità, il rischio non è solo operativo. È sistemico.
Foto: RietiLife ©








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