(di Giulia Testa) È Carlo Ubertini il nuovo ospite de La Rana nel Pozzo, il talk politico condotto dal direttore Emiliano Grillotti. Consigliere Psi, esponente di Nome Officina Politica e candidato sindaco alle ultime comunali, Ubertini ha aperto la trasmissione con una riflessione ampia sulla fase storica e sul ruolo della politica. “Viviamo un’epoca drammatica, segnata da un individualismo primitivo e rozzo. Siamo al si salvi chi può” ha affermato, parlando di una vera e propria “mutazione antropologica” che, a suo avviso, si riflette anche nei conflitti internazionali e nella crisi della sinistra, oggi “fuori gioco a livello nazionale e mondiale, in fase di disorientamento e ricostruzione”. In questo scenario, ha aggiunto, la politica rischia di ridursi a “una guerra delle rane e dei topi”.
Guardando alle dinamiche locali, Ubertini ha sottolineato la necessità di distinguere tra dimensione politica e amministrativa. Sul tema del candidato sindaco per il centrosinistra ha parlato di una “variabile dipendente” dal perimetro della coalizione, definito “potenzialmente mobile”. Da qui l’importanza del tavolo coordinato dal segretario del Pd Enzo Antonacci, luogo di confronto aperto anche a sensibilità civiche. “Serve una figura terza, laica, capace di tenere insieme mondi diversi” ha detto.
Non sono mancate le critiche all’amministrazione in carica, definita “imballata” sia sul piano dei cantieri sia su quello delle divisioni interne. Ubertini ha richiamato le tre categorie che, a suo giudizio, dovrebbero orientare l’azione amministrativa: gestione, pianificazione e visione. C’è stata una gestione adeguata dei cantieri per la vita quotidiana, o dei parcheggi, o del verde o dei rifiuti? La pianificazione, poi, prevede un riformismo civico: piano regolatore, del commercio e della mobilità. Il nostro piano urbanistico è nato morto, approvato nel 2012, mai rinnovato, ma si provvede ad introdurre modifiche nelle norme tecniche che tendono a de-regolementare. L’introduzione del permesso a costruire diretto ha semplificato eccessivamente. Il piano della viabilità non può essere presentato alla fine dei 5 anni ma prima”. Mentre sulla visione Ubertini è netto: “Non siamo una città che può compere sul piano storico e culturale con Roma, dobbiamo trovare una nostra specificità”.
Una riflessione che intreccia filosofia politica e amministrazione concreta, riportando al centro una domanda che attraversa il dibattito cittadino: quale idea di città per i prossimi anni?
Foto: Gianluca VANNICELLI ©








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