Sono passati quasi dieci anni dal sisma del Centro Italia, ma in alcune realtà il tempo sembra essersi fermato. È il caso del cimitero di Tino, piccola frazione di Accumoli, dove la situazione resta critica e, per molti, inaccettabile.
Tra cappelle crollate, detriti e strutture mai ripristinate, il camposanto si presenta ancora oggi in condizioni precarie. A denunciarlo sono i residenti, esasperati da una situazione che va avanti da anni senza soluzioni concrete.
“Per seppellire una salma bisogna arrampicarsi tra le macerie”, raccontano, descrivendo un contesto che colpisce non solo per il degrado, ma anche per la mancanza di rispetto verso i defunti e le famiglie.
Nel mirino delle critiche finiscono il Comune e gli uffici preposti alla ricostruzione, accusati di aver lasciato irrisolta una questione delicata, limitandosi – secondo i cittadini – a promesse mai mantenute.
Il cimitero, luogo simbolo di memoria e raccoglimento, diventa così l’emblema di una ricostruzione che, almeno in alcune aree, procede a rilento. E mentre il tempo passa, resta la sensazione che per Tino l’emergenza non sia mai davvero finita.








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