Al via la Giornata Internazionale dell’Amatriciana, Cortellesi: “Un simbolo di ricostruzione”. Castelli: “Guardiamo al futuro”

(di Cristian Cocuccioni) Rigorosamente guanciale, sugo e bucatini. Basta questo, più un pizzico di maestria, per dare vita a una delle portate più amate al mondo. Parte oggi, venerdì 6 marzo, la prima Giornata Internazionale dell’Amatriciana, un evento che celebra non solo una ricetta simbolo della cucina italiana, ma anche il percorso di rinascita di Amatrice. Una ricostruzione che passa – inevitabilmente – anche attraverso il lavoro e la passione dei ristoratori del territorio.

Il taglio del nastro segna l’inizio di una ricorrenza destinata a diventare un appuntamento fisso: ogni 6 marzo, infatti, si celebrerà la Giornata Internazionale dell’Amatriciana. La data non è casuale. È il giorno in cui, nel 2020, la ricetta ha ottenuto dalla Commissione Europea il riconoscimento di “Specialità Tradizionale Garantita” (STG), certificazione che tutela la preparazione e ne valorizza la tradizione.

L’iniziativa è organizzata dall’Associazione dei Ristoratori e degli Albergatori di Amatrice (ARAM), con il patrocinio del Comune di Amatrice, della Regione Lazio, della Camera di Commercio di Rieti e Viterbo e dell’Università Roma Tre.

La giornata inaugurale si é svolta nella Sala Polifunzionale del Polo del Gusto e delle Tradizioni ed è ricca di appuntamenti e momenti istituzionali. Presenti, tra gli altri, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, il prefetto di Rieti Pinuccia Niglio, il vescovo della Diocesi di Rieti Vito Piccinonna e il rettore di Roma Tre Massimiliano Fiorucci. Con loro anche le assessore regionali Manuela Rinaldi e Simona Renata Baldassarre, il sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi – che ha accompagnato i presenti in una visita ai cantieri della città – i consiglieri regionali Michele Nicolai ed Eleonora Berni, l’assessora alla cultura del Comune di Rieti Chiara Mestichelli, il presidente della Fondazione Varrone Mauro Trilli, la presidente dell’Azienda speciale della Camera di Commercio di Rieti e Viterbo Enza Bufacchi e il presidente di Confcommercio Rieti Leonardo Tosti, insieme ai vertici provinciali delle Forze dell’Ordine.

Proprio durante la giornata sono arrivate anche diverse riflessioni sul valore simbolico dell’iniziativa.

Il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha sottolineato come il significato dell’evento vada ben oltre la cucina: «Il senso è quello di tornare alle radici, così forti e capaci di andare oltre tutte le difficoltà, e di valorizzare il territorio. Queste giornate sono occasioni importanti. Quest’estate speriamo anche di riuscire a completare l’ospedale qui ad Amatrice».

Per il presidente dell’ARAM Giovanni Apa si tratta di un momento carico di emozione: «Siamo orgogliosi ed emozionati. Questa “edizione zero” è stata molto impegnativa, ma siamo riusciti a interpretare quella voglia di nascita e di rinascita che c’è qui. Vogliamo valorizzare il nostro piatto principe e la nostra vocazione all’accoglienza. Questa giornata per noi è soprattutto un segno di positività».

Il sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi ha ricordato quanto l’Amatriciana rappresenti l’identità della città: «L’Amatriciana è la nostra identità, è un simbolo di ricostruzione. E la ricostruzione più importante è quella morale. Questa è un’iniziativa bellissima che ci aiuterà a vincere questa sfida. La Regione Lazio? Ci sta supportando».

Sulla stessa linea il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli: «Questa giornata rappresenta una risorsa per alimentare fiducia. La nostra cucina è un patrimonio riconosciuto nel mondo, parte della nostra identità. Da qui guardiamo al futuro con fiducia».

Un pensiero rivolto al presente e al futuro della città è arrivato anche dal vescovo di Rieti Vito Piccinonna: «Tutto ciò che di bello si può dire di Amatrice non deve essere declinato solo al passato, ma anche al presente e al futuro».

Infine l’assessora alla cultura della Regione Lazio Simona Renata Baldassarre ha evidenziato il valore culturale e turistico della tradizione gastronomica locale: «L’Amatriciana ha il DNA di Amatrice. Vogliamo promuovere un turismo lento, capace di portare qui visitatori interessati all’anima del territorio».

La celebrazione dell’Amatriciana, però, non si esaurisce nella giornata di oggi. Il programma proseguirà anche il 7 e l’8 marzo con numerose iniziative aperte a tutti: escursioni, laboratori, visite e attività pensate per coinvolgere grandi e piccoli, turisti e famiglie.

La pasta all’amatriciana diventa così molto più di un piatto. È un simbolo di identità, tradizione e condivisione. E oggi, più che mai, anche un modo per continuare a costruire il futuro di Amatrice, insieme.

Foto: COCUCCIONI ©

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