“Qui siamo fermi da oltre quindici minuti in viale Maraini. Pullman bloccati, studenti a piedi, lavoratori in ritardo. I vigili? ‘Non sappiamo che fare’. Evviva l’Italia”.
È il messaggio, amaro e ironico, arrivato in redazione da un lettore esasperato per quanto accaduto questa mattina in viale Maraini, all’altezza del passaggio a livello. Un punto nevralgico della città che, nelle ore di punta, regge il traffico di studenti diretti a scuola e pendolari in marcia verso il lavoro.
Secondo quanto segnalato, le sbarre sono rimaste abbassate per oltre venti minuti, ben oltre i normali tempi di attesa per il transito dei treni. Risultato: traffico completamente paralizzato, autobus carichi di ragazzi fermi in colonna, studenti costretti a scendere e proseguire a piedi, clacson e nervi tesi.
Sul posto anche la polizia municipale, ma – stando al racconto del lettore – senza margini di intervento: “Non sappiamo che fare”, la risposta riferita da chi era in coda.
Il problema non è nuovo. Quel tratto di strada rappresenta uno snodo cruciale per la viabilità cittadina e basta un blocco prolungato per mandare in tilt l’intero quadrante. In orari delicati come quelli dell’ingresso a scuola o al lavoro, ogni minuto pesa il doppio.
La domanda, semplice e concreta, è sempre la stessa: possibile che nel 2026 una città debba restare ostaggio di un passaggio a livello per venti minuti in piena ora di punta? E soprattutto: esiste un piano per ridurre i disagi o bisogna rassegnarsi al solito copione?
I cittadini chiedono risposte. E, magari, soluzioni. Perché la pazienza, al mattino presto, è merce rara.








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