Il 2026 si apre con nuove difficoltà per il settore dell’autotrasporto. A lanciare l’allarme è Confartigianato Rieti, che fotografa una crisi strutturale aggravata dall’aumento dei costi energetici e logistici.
Secondo i dati diffusi, l’incremento dei pedaggi autostradali (+1,5%) e il rincaro del gasolio per autotrazione (+3,6% tra fine dicembre 2025 e inizio febbraio 2026) stanno incidendo in maniera pesante sui bilanci delle imprese. Se i prezzi del carburante dovessero restare sugli attuali livelli, ogni mezzo pesante potrebbe registrare un aggravio medio annuo di circa 2.000 euro solo per il rifornimento.
Un peso che grava soprattutto sulle piccole imprese, spesso monoveicolari, che non sempre riescono ad accedere ai rimborsi sui pedaggi o ai crediti d’imposta sul carburante, strumenti riservati in prevalenza ai veicoli più recenti e con determinate caratteristiche tecniche.
Dieci anni di contrazione
Il dato più allarmante è quello strutturale. A livello nazionale, le imprese attive nel trasporto merci su strada sono passate da 86.590 nel 2015 a 67.349 nel 2025: 19.241 aziende in meno, pari a un calo del 22,2%.
Tra le regioni più colpite figura il Lazio, che registra una flessione del 32,5%, passando da 6.893 imprese nel 2015 a 4.655 nel 2025.
Il caso Rieti: -32,4%
Ancora più significativo il dato della provincia di Rieti. Nel 2015 le imprese attive erano 179, nel 2025 sono scese a 121: 58 aziende in meno, pari a una contrazione del 32,4%. Un dato che colloca Rieti al quindicesimo posto nella graduatoria nazionale per riduzione percentuale.
Numeri che pesano ancora di più in un territorio interno come quello reatino, caratterizzato da una struttura produttiva frammentata e da una forte presenza di piccole realtà imprenditoriali. Qui il trasporto su strada non è solo un settore economico: è un’infrastruttura essenziale per collegare le aree interne ai poli produttivi regionali e nazionali.
“Dall’analisi dei dati emerge un quadro di forte sofferenza per il comparto”, afferma Rachele Lunari, presidente provinciale e regionale di Confartigianato Trasporti. In territori con minore densità produttiva e infrastrutture meno sviluppate, la tenuta del settore assume un valore strategico non solo economico ma anche sociale.
Tavolo di crisi alla Provincia
Confartigianato annuncia ora l’intenzione di chiedere l’apertura di un tavolo di crisi alla Provincia. “Serve restituire dignità e rispetto delle regole al comparto”, dichiara Maurizio Aluffi, segretario di Confartigianato Imprese Rieti.
Tra le criticità segnalate: l’uso improprio dei mezzi in “conto proprio”, le cosiddette “targhe gialle” dei veicoli agricoli che operano su strade provinciali e comunali, e l’aggiudicazione di appalti pubblici a imprese con codici ATECO non coerenti con i lavori da svolgere.
“Non possiamo sottacere questi elementi di fragilità – conclude Aluffi – soprattutto in un territorio come il nostro, dove il trasporto è vitale e il sistema infrastrutturale è sempre più distante dalle esigenze reali”.
Il quadro che emerge è chiaro: senza interventi mirati di sostegno, soprattutto a favore delle piccole imprese delle aree interne, il rischio è quello di un ulteriore indebolimento di un settore che muove oltre l’85% delle merci italiane almeno in una fase del loro percorso. E quando si ferma il trasporto, si ferma l’economia.








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