“Mercoledì mattina. Per fortuna era giorno, perché al buio sarebbe potuta andare peggio. Una buca – ormai un vero e proprio cratere – impossibile da evitare. Risultato: ruota danneggiata e l’ennesima amarezza per chi ogni giorno percorre la strada provinciale che collega Canera a Monte San Giovanni”.
La segnalazione arriva da un automobilista esasperato, ma il problema è tutt’altro che isolato. Il tratto in questione è diventato, di fatto, un percorso a ostacoli. Gli automobilisti sono costretti a fare slalom continui per evitare avvallamenti e voragini nell’asfalto, quando lo spazio e il traffico lo consentono. Quando non è possibile, il rischio di danni – o peggio, di incidenti – è dietro l’angolo.
«Nel 2026 è una vera e propria vergogna tenere una strada provinciale in queste condizioni», è lo sfogo. E il punto è proprio questo: non si parla di una stradina secondaria di campagna dimenticata da tutti, ma di un’arteria provinciale utilizzata quotidianamente da residenti, lavoratori e mezzi agricoli.
Le buche, oltre a rappresentare un danno economico per chi rompe gomme e sospensioni, sono un problema di sicurezza. Con la pioggia diventano trappole invisibili, di notte sono ancora più insidiose e, per motociclisti e ciclisti, possono trasformarsi in pericolo serio.
Serve un intervento strutturale, non rattoppi temporanei destinati a saltare alla prima gelata o al primo acquazzone. La manutenzione ordinaria delle strade non è un favore ai cittadini: è un dovere.
E quando per percorrere pochi chilometri bisogna guidare come in una gimkana, qualcosa non funziona. Anzi, diciamolo chiaramente: non è più tollerabile.








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