Tante emozioni condensate in una storia fatta di sofferenze, silenzi e radici spezzate. Sono quelle che Umberto Senin, esule dalmata e Professore emerito presso l’Università di Perugia, ha regalato oggi agli alunni delle classi terze dalla scuola media reatina “Angelo Maria Ricci”. Attraverso la sua testimonianza l’istituto diretto dalla professoressa Luisiana Corradi ha onorato, nel Giorno del Ricordo, le vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.
“Sono molto emozionato – ha esordito Senin – nel ricordare un dramma senza precedenti, troppo a lungo dimenticato. La mia memoria storica è stata mia madre ed il mio giro d’Italia, da piccolo profugo, è iniziato nel giugno del 1943 per protarsi fino al 1949. Oggi sono tornato piccolo tra i piccoli per raccontarvi la storia della mia famiglia a fianco della Grande Storia”. Occhi lucidi, qualche parola spezzata dall’emozione e tanta empatia hanno catalizzato l’attenzione degli studenti che, quasi in religioso silenzio, hanno seguito con grande interesse e con trasporto la preziosa testimonianza.
Dal bellissimo lungomare di Zara al “Corri, corri” nel rifugio, passando per “la terribile notte in cui siamo stati divorati dai pappataci” e il ricordo di quel violino che non è entrato nella valigia lasciando il posto ai soli spartiti e alle posate d’argento… il salto indietro di almeno ottanta anni è pienamente riuscito. Ed il racconto, carico di umanità e di nostalgia, si è trasformato in un viaggio esistenziale nella coscienza di ognuno, concluso dalla recitazione della preghiera ai martiri delle Foibe. “L’iniziativa didattica di studio e di riflessione profonda – ha dichiarato il dirigente scolastico Corradi – ha voluto promuovere una riflessione consapevole nelle nuove generazioni come monito di un passato che non deve più ripetersi”.







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