Il rilancio dell’aeroporto Ciuffelli tra realtà e voli pindarici – L’EDITORIALE DI LUIGI SPAGHETTI

Lo storico aeroporto Ciuffelli si appresta a uscire dall’oblìo e ad essere rilanciato. Enac (Ente nazionale aviazione civile), proprietaria dell’infrastruttura, ha infatti previsto attraverso Enac Servizi finanziamenti “al fine di consentire lo sviluppo delle infrastrutture territoriali di attuare un ambizioso progetto pluriennale di investimenti che sia da volano e moltiplicatore di investimenti sul territorio”.

In particolare sono tredici i milioni di euro per trasformare lo scalo reatino “in un hub moderno, sostenibile e integrato capace di creare sviluppo e nuove opportunità”. Almeno queste sono le premesse e gli obiettivi illustrati nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato oltre alle autorità locali e regionali anche i vertici di Enac.

La valorizzazione e la riqualificazione dell’aeroporto Ciuffelli, da sempre auspicata, diventa quindi il fulcro di un piano di rilancio dell’infrastruttura aeroportuale in vista dei Mondiali di volo a vela che Rieti ospiterà nell’agosto del 2027 e che segue le edizioni già tenutesi in città nel 1985 e nel 2008 a conferma del ruolo importante e di riferimento che riveste per l’attività del volo silenzioso.

Il programma di Enac è tutto racchiuso nell’acronimo RAM (Regional Air Mobility): un nuovo modello di mobilità a corto raggio che integra i territori con gli altri sistemi di trasporto creando una rete flessibile, intelligente e capillare a livello nazionale con piccoli vettori. L’obiettivo dichiarato è far assumere all’aeroporto un ruolo più rilevante nella mobilità regionale, puntando su efficienza operativa e innovazione tecnologica.

In altre parole il Ciuffelli è tra le priorità del progetto lanciato per rispondere alla sfida della mobilità aerea regionale con collegamenti a corto raggio in grado di connettere i territori in modo capillare. Il modello prevede la realizzazione di collegamenti di linea strategici tra città e a trasformare gli scali locali in centri d’opportunità e integrarli con gli altri sistemi di trasporto, in un’ottica di intermodalità, flessibilità e innovazione.

Veri e propri poli multifunzionali, capaci di ospitare attività e funzioni diverse, dagli spazi per uffici alle sale convegni, fino ai servizi di ristorazione e accoglienza, con l’intento di rendere l’aeroporto un punto di riferimento per il territorio, integrando accoglienza e impresa e valorizzando il tessuto locale in chiave innovativa.

Una svolta per il trasporto locale e il turismo? Sarà il tempo a dirlo perché il difficile sta proprio nel mettere in pratica i progetti annunciati in pompa magna. E quello presentato da Enac è sicuramente ambizioso: trasformare un luogo per attività di nicchia a un polo di delocalizzazione turistica. Rendere cioè attraenti zone che sono rimaste marginalizzate dallo sviluppo turistico di massa e che punta sulla qualità della vita e sulle diversità ambientali.

A nostro avviso, nonostante la facile ironia suscitata dalla notizia e lo scetticismo dei più, vale la pena seguire con attenzione gli sviluppi del programma Regional Air Mobility se non altro per mettere a frutto i tredici milioni previsti da Enac per ridare lustro ad una infrastruttura oggi obsoleta ma in grado di tornare al centro dell’attenzione.

Allo stesso tempo, però, non si devono perdere di vista le vere criticità legate alla mobilità e ai collegamenti via terra sul territorio la cui funzionalità può realmente favorire lo sviluppo turistico alla portata di tutti.

Quindi prima di farci ammaliare da progetti interessanti ma comunque da verificare sarà bene che istituzioni ed enti preposti si impegnino a completare e mettere in sicurezza quelli esistenti come la Salaria, la Rieti-Terni, la Rieti-Torano, a potenziare definitivamente il collegamento ferroviario con Roma via Terni o, magari, realizzare una nuova rete ferrovia diretta di cui si parla (anche a sproposito) da tempo.

La messa in sicurezza della Salaria, in particolare, rimane la priorità assoluta. Soprattutto dopo il via libera al primo dei sette stralci attuativi del progetto esecutivo per l’ampliamento della consolare nel tratto compreso tra Rieti e Ponte Buita. Il provvedimento adottato dal Commissario Straordinario consente la consegna dei lavori e il loro avvio, tenuto conto della completa copertura finanziaria delle opere.

L’intervento prevede il raddoppio della strada che diventerà a quattro corsie e la realizzazione di una galleria per eliminare una curva pericolosa. Il valore economico dello stralcio è di circa 95 milioni di euro, all’interno di un programma di oltre 500 milioni già interamente finanziati. A giorni l’impresa esecutrice dei lavori aprirà i cantieri che comporteranno nuovi e inevitabili disagi.

Cercare invece di risolvere le criticità dovute alla carenza di infrastrutture e – laddove presenti inadeguate – alimentando il turismo locale anche con piccoli aerei in grado di trasportare una manciata di facoltosi turisti al giorno appare, lo ripetiamo, impresa ambiziosa quanto ardua.

Nonostante tutto muoversi in aereo taxi per raggiungere Roma o altre città limitrofe potrebbe diventare presto una realtà anche a Rieti ma sarà un privilegio che solo pochi potranno permettersi considerato i costi del biglietto e le difficoltà logistiche che ben sappiamo una volta atterrati all’aeroporto dell’Urbe per raggiungere il centro della Capitale.

La maggioranza dei reatini (prima ancora dei turisti) chiede semplicemente di viaggiare dignitosamente, in sicurezza possibilmente a prezzi contenuti su tratte stradali o ferroviarie adeguate e su treni e autobus confortevoli. Niente voli pindarici ma piedi ben saldi a terra.

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