Si è spento oggi, 30 gennaio 2026, all’età di 82 anni, il Cavaliere Carlo Cricchi, imprenditore edile di altissimo profilo, fondatore e anima della Cricchi S.r.l.. Con la sua scomparsa, l’Italia perde non solo un protagonista dell’edilizia e del restauro monumentale, ma un uomo che ha saputo unire lavoro, valori e profondo rispetto per la storia del Paese.
Figura autorevole e discreta, Carlo Cricchi ha incarnato per oltre sessant’anni un’idea di impresa fondata sul rigore morale, sulla competenza e su una visione che andava oltre il profitto. Il restauro, per lui, non era un semplice settore produttivo, ma una missione civile e culturale, un servizio reso alla memoria collettiva e alle future generazioni.
Sotto la sua guida, l’impresa di famiglia è diventata una realtà di eccellenza nazionale, punto di riferimento assoluto nel mondo dell’edilizia e, soprattutto, del recupero dei beni monumentali. La Cricchi S.r.l. ha contribuito alla tutela e alla valorizzazione di alcuni tra i simboli più rappresentativi del patrimonio italiano, intervenendo su opere di straordinario valore come l’Altare della Patria, il Colosseo, i Fori Imperiali, la Basilica di Santa Francesca Romana, oltre a importanti cantieri di ricostruzione post-sisma e a opere dell’architettura contemporanea come il Palazzo Pirelli di Milano.
Un percorso professionale di altissima qualità, costruito con serietà e passione, che gli è valso l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, riconoscimento che ha sempre portato con sobrietà e umiltà, senza mai ostentarlo.
Accanto al grande imprenditore resta soprattutto il ricordo di un uomo raro: autorevole ma gentile, fermo nei principi, generoso nell’animo, capace di lasciare un segno profondo in chiunque lo abbia incontrato. Emblematica, in questo senso, anche la sua attività nel sociale, testimoniata dalla fondazione del Lions Club Antrodoco Host, espressione concreta del suo impegno civile e del suo senso di solidarietà.
Carlo Cricchi viene ricordato con immenso amore dai figli Stefano e Patrizio, dalle nuore Ilaria e Alessia, dalla moglie Maria Rita e dai nipoti Maria Vittoria, Gaia, Carlo e Giada, come un esempio di vita, una persona splendida e un nonno affettuoso, capace di trasmettere valori autentici prima ancora che competenze professionali.
Con la sua scomparsa se ne va un costruttore di bellezza, di valori e di umanità. Il suo lascito continuerà a vivere nelle opere realizzate, nei monumenti restituiti alla storia e, soprattutto, nelle persone che ha saputo formare, guidare e amare.
Dal direttore Emiliano Grillotti le condoglianze ai familiari
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