Il sindaco di Petrella Salto, Gaetano Micaloni, replica alle critiche sollevate dai consiglieri del Gruppo Misto di minoranza, parlando senza giri di parole di “articoli roboanti” e di una “palese incapacità o cattiva volontà di comprendere le spiegazioni già fornite”. Al centro della polemica, le numerose richieste di accesso agli atti avanzate dalle minoranze, che secondo il primo cittadino non tengono conto delle reali possibilità dell’ente: “Un Comune con quattro dipendenti non può far fronte a richieste massive e indiscriminate di copia di tutti gli atti”.
Micaloni chiarisce che il ruolo del consigliere di minoranza è “di controllo, ma anche di stimolo e sostegno all’attività amministrativa”, non di “tribunale dell’inquisizione”, ricordando che la legge non consente accessi generalizzati sganciati dal mandato politico. Sul tema delle commissioni consiliari, il sindaco sottolinea che “il regolamento è pienamente rispettato” e che la Conferenza dei Capigruppo svolge già tale funzione.
Risposte puntuali arrivano anche sui dossier contestati: dal debito idrico, definito con un accordo a saldo e stralcio da 530mila euro, all’accesso a Palazzo Maoli, chiuso per lavori legati alla futura Scuola di Formazione Forestale. Sul ricorso al Tar, Micaloni rivendica che “è stato promosso nell’interesse dei cittadini”, mentre i costi del Piano regolatore comunale ammontano a circa 80mila euro.
In chiusura, il sindaco ribadisce “piena disponibilità a un confronto più costante”, ma solo “su cose serie”, invitando tutti a superare le tensioni politiche: “La campagna elettorale è finita da un anno e mezzo, ora bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare nell’interesse dei cittadini”.








Rieti Life L'informazione della tua città





