“Avete salvato Antonella”: il ringraziamento di una famiglia al personale sanitario di Rieti

Una testimonianza che va controcorrente che merita di essere raccontata. In un periodo storico in cui il sistema sanitario pubblico è spesso al centro di polemiche, denunce e critiche, una famiglia reatina ha voluto scrivere alla città per esprimere pubblicamente la propria gratitudine al personale dell’ARES 118, del Pronto Soccorso dell’ospedale San Camillo de Lellis e del reparto MURG, dopo un’esperienza vissuta tra paura e speranza.

 

Di seguito, le loro parole:

 

> “Buonasera Rieti, siamo una famiglia che a fine novembre si è trovata di fronte all’esigenza di dover correre al Pronto Soccorso di Rieti a causa dell’influenza A.

 

In un’epoca storica dove si cerca di mettere in risalto solo il negativo delle cose, si parla di malasanità e tagli pubblici, denunce al personale medico e minacce di violenza, siamo qui, controcorrente, a ringraziare pubblicamente l’ARES 118, il Pronto Soccorso di Rieti e il reparto MURG per aver ‘salvato’ la nostra Antonella.

 

Arrivati in ospedale in condizioni gravi lei, e spaesati noi, abbiamo trovato tutto quello di cui ha bisogno una famiglia che si trova ad affrontare quella che è stata, nostro malgrado, una battaglia con la vita: l’umanità, la competenza ma soprattutto la professionalità e la bravura.

 

Grazie ai medici, in particolare alle dottoresse Savi e Mustazza, agli infermieri e agli OSS per essere stati la famiglia di Antonella quando noi non potevamo esserlo. Grazie per averla trattata con amore e cura e non come un numero tra tanti, grazie per non averla mai fatta sentire sola.

 

Al di là delle cure mediche, siete stati, sul piano emotivo, la cura migliore che potesse ricevere.

 

Adesso ce la godiamo a casa. Speriamo di rivederci sì, ma al di fuori dell’ospedale.”

 

 

 

Il messaggio è firmato da Antonella, Giancarlo e Valeria, e rappresenta un riconoscimento sincero a chi, ogni giorno, lavora in silenzio in prima linea, spesso senza clamore ma con una responsabilità enorme sulle spalle.

 

Foto RietiLife ©

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