Da Rieti alla Germania e all’Onu: la sfida di Luis Lattanzio per la democrazia in Venezuela

C’è un filo invisibile che unisce Rieti a Günzburg, in Baviera, e da lì si estende fino a Caracas, passando per i palazzi delle Nazioni Unite a New York. È il filo dell’impegno politico di Luis Lattanzio, un giovane reatino di 17 anni la cui storia sta attirando l’attenzione della stampa tedesca (come riportato dall’Augsburger Allgemeine) e internazionale.

Luis non è un adolescente come gli altri. Sotto la felpa con il cappuccio e i pantaloni della tuta batte il cuore di un attivista che “brucia per la politica”. Una passione nata ascoltando l’hip-hop impegnato degli anni Novanta e cresciuta tra i banchi del consiglio studentesco del Dossenberger-Gymnasium, fino a sfociare nel supporto attivo al Comando Con Venezuela, il principale gruppo di opposizione al regime di Nicolás Maduro.

La svolta è avvenuta a New York, durante il decimo grado scolastico, quando Luis ha partecipato a una simulazione diplomatica presso l’ONU. Lì ha incontrato coetanei venezuelani che gli hanno aperto gli occhi sulla drammatica situazione del loro Paese. Da quell’incontro, Luis non si è più fermato: ha iniziato a produrre contenuti per i social media, ha organizzato una marcia con le fiaccole a Monaco di Baviera ed è entrato in contatto con la rappresentanza tedesca dell’opposizione venezuelana.

A dicembre, l’impegno di Lattanzio lo ha portato fino a Oslo, per partecipare alla cerimonia del Premio Nobel per la Pace. Un’esperienza che, come lui stesso ammette, ha plasmato la sua visione del mondo: “La democrazia non è qualcosa di scontato, bisogna difenderla”, afferma con convinzione. A Oslo, tra incontri con membri del Congresso statunitense e registi di fama, Luis ha compreso che vivere in Europa è un privilegio che comporta la responsabilità di dare voce a chi non può parlare.

Nonostante dedichi circa due ore al giorno all’attivismo, oltre ai suoi impegni nel club di tiro e come rappresentante degli studenti, Luis mantiene i piedi per terra. Il suo obiettivo è diplomarsi con ottimi voti per ottenere una borsa di studio e volare a Miami, dove sogna di studiare Diritto Internazionale e Diplomazia.

L’articolo del quotidiano tedesco cita anche gli ultimi, turbolenti sviluppi in Venezuela. Luis commenta con cautela ma speranza la notizia dell’arresto di Maduro (avvenuto in un contesto di tensioni internazionali): “All’inizio ho pensato: la liberazione è vicina. Ma la situazione è complessa, il regime è ancora lì”. Per il giovane reatino, la lotta per una “transizione democratica” è appena iniziata.

La storia di Luis Lattanzio è il ritratto di una nuova generazione che non si accontenta di guardare il mondo attraverso uno schermo, ma decide di scendere in campo per modellarlo, portando un pezzo di determinazione italiana (e reatina) sui palcoscenici più importanti della politica globale.

Foto: AA ©

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