Un gesto che ferisce l’intera comunità. A Scandriglia ignoti hanno rubato alcune statuine del presepe allestito grazie all’impegno dei volontari e all’utilizzo di beni pubblici, un’opera pensata per essere condivisa da tutti e diventata, negli anni, un simbolo di partecipazione e identità del paese.
Il presepe non rappresentava soltanto una tradizione religiosa, ma anche il risultato di un lavoro collettivo fatto di tempo, dedizione e spirito civico. Le statuine sottratte erano il frutto di giornate trascorse a costruire, sistemare e curare ogni dettaglio, con l’obiettivo di offrire alla cittadinanza e ai visitatori un luogo di incontro e di bellezza, capace di coinvolgere grandi e piccoli.
Il furto ha suscitato rabbia e amarezza tra i residenti, oltre a un diffuso senso di demotivazione tra i volontari, che si sono visti privati in pochi minuti di quanto realizzato con fatica. Un episodio che riaccende il tema del rispetto dei beni pubblici e del valore del lavoro gratuito, spesso dato per scontato.
Particolarmente delicato l’aspetto legato ai più giovani: spiegare ai bambini perché il presepe non è più completo diventa difficile, soprattutto quando ciò che è stato tolto era stato pensato anche per loro.
Nonostante l’accaduto, la comunità non intende fermarsi. I volontari hanno già manifestato la volontà di ripristinare il presepe e di proseguire nelle iniziative a favore del paese, ribadendo che l’inciviltà non può e non deve avere l’ultima parola. Un segnale di resilienza e di attaccamento al bene comune, che resta più forte di qualsiasi atto vandalico.
Foto: RietiLife ©








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