Pro Loco Poggio Mirteto, il presidente Broccoletti: “Il volontariato non può essere ignorato: un invito al confronto con comunità e istituzioni”

La lettera del presidente della Pro Loco di Poggio Mirteto Fabio Broccoletti.

Lettera aperta a Poggio Mirteto, alla Comunità e alle Istituzioni

Cari concittadini,

oggi prendo la parola non solo come Presidente della Pro Loco, ma a nome di tutti i volontari del Direttivo che in questi due anni hanno scelto, insieme a me, di mettersi in gioco per amore di Poggio Mirteto.

Parliamo come cittadini che hanno fatto una scelta consapevole, libera e non dovuta. Una scelta condivisa con un direttivo che ha creduto possibile qualcosa di diverso.

All’inizio del nostro mandato avevamo una visione chiara: trasformare la Pro Loco da semplice macchina organizzativa a spazio vivo, capace di innovare, coinvolgere, parlare ai giovani e restituire alla comunità il piacere di sentirsi parte attiva di un progetto comune.

Non volevamo essere “quelli della sagra” ma un laboratorio di idee, un presidio culturale, un luogo di energia e proposta. Per farlo abbiamo investito tempo, competenze, energie e spesso risorse personali. Non per ambizione ma per convinzione. Certi che questo paese meritasse di più.

Oggi, dopo due anni, è giusto fermarsi e dire le cose come stanno.

Non per sfogo, non per polemica, ma per aprire un confronto vero, sano e libero da appartenenze o ideologie politiche. Un confronto che abbia come unico obiettivo il bene del paese.
Abbiamo cercato il coinvolgimento ma troppo spesso abbiamo trovato il silenzio. Abbiamo aperto porte, lanciato proposte, chiamato a raccolta le nuove generazioni. La risposta, nella maggior parte dei casi, è rimasta tiepida quando non assente.

A te Poggiano, le critiche non sono mancate, quasi sempre da lontano. Le mani tese, invece, pochissime. Nel 2025 abbiamo avuto una contrazione del 56% dei tesseramenti rispetto all’anno 2024 ovvero solo poco più dell’1% della popolazione della nostra Città è tesserata nonostante gli eventi e le iniziative volte a incoraggiare il tesseramento. Una comunità non si costruisce osservando. Non cresce delegando sempre a pochi volenterosi. Una comunità vive solo se partecipa. Quando questo non accade anche le idee migliori finiscono per spegnersi.

A questa difficoltà si è aggiunta una solitudine che pesa ancora di più: quella istituzionale.

Una Pro Loco, per quanto dinamica, non può e non deve essere un’isola. Senza un sostegno concreto, continuativo e convinto da parte dell’Amministrazione Comunale, ogni progetto nasce già fragile.

In questi due anni abbiamo ascoltato parole di apprezzamento ma nei fatti ci siamo sentiti spesso un accessorio, non un interlocutore strategico. Oggettivamente, come Pro Loco di Poggio Mirteto, ad oggi siamo un’associazione che da due anni attende l’assegnazione di una sede. Un’associazione invitata, per questo, a “mandare una PEC”. Un’associazione che a quella PEC non ha mai ricevuto risposta. Un’associazione che, ogni volta che organizza una riunione o un incontro, ha la sensazione di essere ospite tollerata, quando non addirittura abusiva. Innovare richiede coraggio.E il coraggio, per funzionare, deve essere condiviso anche da chi governa il territorio. Per non parlare dell’assenza di comunicazione propositiva nei nostri confronti: nel 2025, come Associazione, non è stato possibile partecipare al Bando del Carnevale in quanto, a nostra insaputa, l’Amministrazione aveva partecipato ad un altro bando (poi non finanziato) proponendo lo stesso evento. Situazione non compatibile con le regole delle assegnazioni dei finanziamenti.

Questa lettera non nasce per chiudere ma per mettere sul tavolo una riflessione collettiva.
Perché chi mette passione nelle cose ha bisogno di sentire che quel seme cade su un terreno fertile. Oggi, con onestà, quel terreno ci appare arido.

Per questo, con la serenità di chi sa di aver dato tutto ciò che poteva dare, abbiamo deciso di fare un passo di lato.

Non è una resa. È un atto di rispetto verso il lavoro svolto, verso il tempo sottratto alle nostre famiglie e verso il valore del volontariato che non può essere dato per scontato.

Speriamo che questo nostro gesto venga letto per ciò che è: un invito al confronto, non una chiusura. Un segnale di responsabilità rivolto a chi verrà dopo di noi e a chi, domani, dovrà scegliere se partecipare davvero o restare ancora una volta alla finestra.

Un ringraziamento sincero va a quei pochi che, con una presenza concreta, un sorriso o una mano tesa, ci hanno fatto sentire meno soli in questo percorso. A loro va il nostro rispetto più grande.

Noi, come gruppo e come direttivo sappiamo di aver fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità. Abbiamo messo competenze, tempo, energie e cuore. Senza tornaconti personali. Senza chiedere nulla se non ascolto, collaborazione e rispetto. Oggi questo “noi” fa un passo di lato, sciogliendosi, ma non smette di credere nel valore della comunità.

Il Presidente, il Direttivo della Pro Loco di Poggio Mirteto

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