Broccoletti fa chiarezza: “Il tema della farmacia non è un tema “di parte”: è un servizio essenziale, legato alla tutela della salute”

Pubblichiamo la nota del sindaco di Torricella in Sabina, Floriana Broccoletti in merito alla situazione della farmacia comunale, al centro in questi giorni di polemiche e manifestazioni. (leggi1) – (leggi2)

Invio una nota istituzionale dell’Ente che rappresento, volta a fornire un  quadro chiaro e documentato sulla vicenda della sede farmaceutica comunale. Il testo ricostruisce i fatti alla luce degli atti amministrativi e delle sentenze intervenute negli anni, chiarendo perché il Comune sia oggi tenuto ad agire in un determinato modo, e quali misure siano state attivate per garantire la continuità del servizio ai cittadini. Questa comunicazione non ha finalità polemiche, né personali, ma intende riportare il dibattito su un piano di dati verificabili, nel rispetto delle persone coinvolte e del ruolo delle istituzioni. Nel rispetto della delicatezza della situazione personale del titolare della farmacia, al quale va la nostra vicinanza sul piano umano, ritengo tuttavia doveroso offrire alla comunità un chiarimento basato esclusivamente su atti e decisioni giurisdizionali definitive. Resto a disposizione per ulteriori approfondimenti o per la trasmissione delle documentazione richiamata.

 

Care concittadine, cari concittadini,

scrivo questa comunicazione con senso di responsabilità e con rispetto per tutti: per chi è preoccupato, per chi è arrabbiato, per chi ha letto ricostruzioni parziali e per chi, semplicemente, chiede chiarezza.

Il tema della farmacia non è un tema “di parte”: è un servizio essenziale, legato alla tutela della salute. Proprio per questo, la legge impone a chi amministra un dovere preciso: garantire che il servizio farmaceutico si svolga nei limiti dell’autorizzazione e della sede prevista, e intervenire quando le regole non vengono rispettate o quando si consolidano situazioni non conformi.

Nelle ultime settimane ho visto crescere un clima di tensione e, in alcuni casi, attacchi personali e politici come se la chiusura fosse una “scelta del Sindaco”. Non è così. Quello che è accaduto è conseguenza di atti amministrativi, regole di settore e soprattutto di sentenze passate in giudicato, che vincolano l’Ente e che non possono essere sostituite da opinioni, pressioni o campagne mediatiche.

Queste le sentenze: TAR Lazio n. 3948/2017; Consiglio di Stato n. 5312/2018; TAR Lazio n. 1490/2020; Consiglio di Stato n. 5715/2021.

 

Le pronunce richiamate non nascono da un’iniziativa del Comune volta a “fare causa”, ma da ricorsi proposti dal titolare della farmacia avverso atti e decisioni adottati dall’Amministrazione nell’esercizio delle proprie funzioni.

Questa comunicazione ha tre obiettivi: dire la verità documentale, con una ricostruzione chiara e verificabile; spiegare perché il Comune ha l’obbligo di agire e perché non può “fare diversamente”; riportare la discussione sui fatti, in un clima di rispetto, chiarendo che la diffusione di accuse false o di informazioni non rispondenti agli atti non aiuta la comunità e può determinare tutele nelle sedi competenti.

Per il nostro Comune è prevista un’unica sede farmaceutica nella pianta organica e nella localizzazione oggetto di autorizzazione. L’autorizzazione all’esercizio vale per una sede determinata: la sede farmaceutica non è un’attività qualsiasi, ma un presidio regolato, con localizzazione, autorizzazioni e verifiche, e il trasferimento è sottoposto a valutazioni pubbliche.

Quando fu richiesto un trasferimento definitivo dell’esercizio verso una diversa dislocazione, il Consiglio Comunale, all’unanimità, con Delibera di Consiglio n. 6/2015, negò il trasferimento motivando la scelta con un interesse pubblico chiaro: mantenere la farmacia nel nucleo abitato del capoluogo/centro, contiguo ai servizi, in coerenza con la funzione di farmacia rurale e con la tutela della salute. Quella delibera è stata impugnata e i giudici amministrativi hanno confermato la legittimità del diniego, chiarendo principi che vincolano l’Ente: ogni trasferimento deve essere motivato da esigenze pubbliche della collettività, soprattutto per farmacie rurali; la libertà di collocazione non è incondizionata, perché serve l’autorizzazione dell’autorità competente e la verifica che la sede soddisfi le esigenze degli abitanti; l’interesse a preservare il ruolo del centro abitato come luogo di coesione sociale di una piccola comunità è finalità pubblica degna di tutela. Dopo queste sentenze, il Comune non può “fare finta” che la sede sia libera: il punto è stato deciso e vincola tutti. Nel 2016, a fronte di criticità igienico-sanitarie e di ulteriori problematiche, il Comune è intervenuto con ordinanze contingibili e urgenti. In particolare, l’Ordinanza n. 21 del 28.05.2016 ha disposto la chiusura della farmacia nella sede di Via Santa Maria e ha autorizzato in via d’urgenza e transitoria l’esercizio presso una sede provvisoria, solo per il tempo strettamente necessario a ripristinare o adeguare la sede autorizzata oppure a reperire locali idonei nella porzione del territorio indicata dal Consiglio. È un punto essenziale: l’autorizzazione “fuori sede” non nasce per un trasferimento definitivo, ma per evitare l’interruzione di un servizio essenziale in una fase emergenziale.

Negli anni successivi il Comune ha adottato provvedimenti per ottenere il ripristino dell’esercizio nella porzione territoriale indicata e tali provvedimenti sono stati nuovamente contestati. Anche qui i giudici hanno confermato la correttezza dell’azione comunale. In particolare, la sentenza del Consiglio di Stato n. 5715/2021 chiarisce che, in presenza della definitività del diniego di trasferimento e del carattere espressamente temporaneo dello spostamento emergenziale, il Comune ha correttamente ingiunto di riportare la sede nel centro abitato del capoluogo; perché non esiste un titolo definitivo a permanere in una sede provvisoria; i provvedimenti adottati avevano efficacia limitata nel tempo e non potevano trasformarsi in una situazione stabile; la legittimità dell’azione esclude pretese risarcitorie. Non siamo, quindi, davanti a una “scelta politica del Sindaco”, ma a una sequenza di obblighi amministrativi in attuazione di pronunce giurisdizionali.

Comprendo che, quando un servizio cambia, la prima reazione sia cercare un colpevole. Ma amministrare significa anche dire una cosa scomoda: non sempre la domanda giusta è “di chi è la colpa”. Spesso è “quali sono i fatti” e “quale soluzione legittima garantisce davvero il servizio”. Un servizio sanitario, per essere realmente protetto, deve stare dentro le regole: altrimenti diventa fragile, contestabile e, prima o poi, si interrompe.

Per questo il Comune sta agendo su due binari che non si contraddicono, ma si completano: da un lato, il rispetto delle regole e dei provvedimenti che vincolano l’Ente; dall’altro, la garanzia della continuità del servizio per la cittadinanza. In questa direzione, la Regione Lazio, preso atto della decadenza dell’unica sede farmaceutica presente nel Comune di Torricella in Sabina, ha autorizzato l’istituzione di un dispensario farmaceutico da parte dello stesso, in attesa dell’adozione della relativa Determina Regionale, proprio per garantire continuità di assistenza. L’Amministrazione sta svolgendo tutte le attività necessarie per rendere effettiva questa misura e per assicurare ai cittadini l’accesso ai farmaci e ai servizi essenziali.

In tutto il percorso, il Comune ha operato nel rispetto del giusto procedimento e delle garanzie di partecipazione, assicurando gli strumenti previsti dalla legge e mantenendo il necessario coordinamento istituzionale con gli enti competenti. Da Sindaco, non ho alcun interesse a “fare guerra” a chicchessia. Il mio unico interesse è tutelare la salute pubblica, la legalità dell’azione amministrativa e la serenità della comunità. Per questo non risponderò con polemiche alle polemiche e non userò il ruolo istituzionale per alimentare divisioni: continuerò a parlare per atti e per fatti, non per slogan. Allo stesso tempo, però, è mio dovere chiarire che la diffusione di ricostruzioni non aderenti ai documenti, l’attribuzione di responsabilità personali false e la produzione di accuse infondate arrecano un danno all’istituzione e alla comunità. L’Amministrazione Comunale, a tutela dell’Ente e dei suoi organi, si riserva di valutare ogni iniziativa opportuna nelle sedi competenti qualora si superino i limiti della critica legittima e si entri nel terreno delle condotte lesive.

Chiedo a tutti (cittadini, comitati, forze politiche, stampa) un atto di responsabilità: discutiamo pure, critichiamo pure, proponiamo pure, ma facciamolo guardando gli atti. La realtà non è un’opinione: è nei documenti. Resto disponibile, nelle forme corrette e istituzionali, a fornire chiarimenti e documentazione. Continuerò a lavorare perché il servizio farmaceutico sia garantito in modo stabile, legittimo e inattaccabile, come deve essere quando si parla di salute.

Con rispetto, Il Sindaco

Foto: RietiLife ©

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