Rieti, la testimonianza: “Una giornata in Pronto Soccorso tra professionalità, calma e umanità”

Una voce fuori dal coro, in tempi in cui spesso si parla solo delle criticità della sanità. Arriva da una cittadina reatina che questa mattina si è trovata a dover fare i conti con una sospetta appendicite e ha deciso di raccontare pubblicamente la propria esperienza al Pronto Soccorso di Rieti.

La sua dichiarazione, limpida e diretta, parla da sola: «Voglio lasciare la mia recensione positiva per il pronto soccorso di Rieti. Questa mattina mi sono recata in pronto soccorso con una sospetta appendicite: mi hanno rivoltato come un calzino, come si dice da noi, e nel frattempo, io che non ero molto urgente, hanno curato altri 50 pazienti. Ho passato una giornata in pronto soccorso sicura, rassicurata e piena di informazioni. Ringrazio il dottor Gavi Filippo per avermi curato e visitato e ringrazio gli infermieri Ianno Figorilli Raffaella che mi ha fatto il triage. Si sono presi cura di me, e i tecnici che mi hanno fatto la TAC e le ecografie! Sono un’umile cittadina che non conosce nessuno nel pronto soccorso. Nel frattempo ho assistito a litigi fatti da persone impazienti che non avevano urgenze, però posso dire che la sicurezza ha sistemato tutto. Voglio ringraziare soprattutto loro, che hanno avuto sempre una parola di conforto e si sono sempre preoccupati quando una persona diceva di non stare molto bene. Grazie a tutti quanti e che Dio vi benedica.»

Parole che pesano, perché arrivano da chi ha trascorso un’intera giornata nella sala d’attesa, osservando medici, infermieri, tecnici e personale di sicurezza mentre gestivano un afflusso continuo di pazienti, tra urgenze vere e proteste inutili.

 

Il racconto mette in luce ciò che spesso sfugge: il lavoro silenzioso, intenso e costante di un pronto soccorso che, pur tra difficoltà note, garantisce professionalità e umanità. Una testimonianza che fa bene a chi lavora ogni giorno in trincea e ricorda alla comunità quanta dedizione ci sia dietro quelle porte automatiche che si aprono senza sosta.

 

Un grazie che vale più di molte polemiche: semplice, sincero e sentito.

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