(di Giulia Testa) Rieti riparte dai libri con la XIII edizione del Premio Letterario “Città di Rieti – Centro d’Italia”. Autori importanti, di respiro nazionale, da Concita De Gregorio a Piergiorgio Pulixi, che saranno ospiti a Rieti in incontri dedicati. Riparte, dunque, dopo anni di sospensione, ma più che un ritorno, è una dichiarazione di intenti: far tornare la lettura un’esperienza collettiva, condivisa, capace di unire mondi diversi: le scuole, la città e il carcere. La presentazione della XIII edizione si è svolta questa mattina nella Biblioteca Comunale Paroniana, dove l’assessore alla Cultura Letizia Rosati, la funzionaria Francesca Dominici e Luca Agabiti, responsabile dell’area educativa della Casa Circondariale di Rieti, hanno illustrato le novità del Premio e il suo spirito rinnovato. Rosati ha definito questa edizione come ‘l’anno della ripartenza’: “Lo scopo del Premio è quello di avvicinare le giovani generazioni alla lettura. Viviamo in un mondo che va avanti a slogan, dove la soglia di attenzione è sempre più bassa. I libri che abbiamo scelto invitano alla riflessione, toccano la mente e l’anima, passando dal giallo alle storie autobiografiche più intime. Dopo lo stop imposto dal Covid, per noi questo ritorno è un segnale forte: abbiamo investito per raddoppiare il numero delle classi coinvolte, da cinque a dieci”.
Proprio le scuole superiori rappresentano uno dei cardini del progetto. Grazie all’iniziativa “Adotta un libro”, studenti e docenti leggono i romanzi finalisti, li discutono in classe e incontrano gli autori. Un modo concreto per restituire alla lettura il suo valore dialogico: non un obbligo scolastico, ma un gesto di partecipazione. “Il Premio ha una giuria popolare, e questo significa dare voce ai lettori, a chi la letteratura la vive nel quotidiano” ha spiegato Francesca Dominici, ricordando il ruolo formativo che negli anni ha reso il concorso una palestra di pensiero per centinaia di studenti reatini. A dare spessore umano al progetto è anche la partecipazione del carcere di Rieti, dove i detenuti, anch’essi possibili giurati, leggono i romanzi in gruppo e dialogano con gli autori durante incontri dedicati. “La lettura come spazio di libertà è fondamentale per i detenuti” ha dichiarato Luca Agabiti. “Nel nostro carcere non abbiamo serial killer, ma lettori seriali. Gli incontri con gli scrittori di livello nazionale diventano occasioni di crescita, anche per chi non parla ancora bene l’italiano. È un’esperienza che restituisce dignità e crea comunità”.
Un Premio, dunque, che non si limita a premiare un libro, ma che costruisce relazioni. La giuria popolare, composta da cittadini, studenti e detenuti, è il cuore del concorso. Ognuno dei partecipanti potrà leggere i cinque romanzi finalisti e votare il proprio preferito entro il 31 luglio 2026, esclusivamente di persona alla Biblioteca Paroniana, sotto la supervisione degli operatori. Fino al 21 novembre è possibile iscriversi alla giuria popolare compilando l’apposito modulo (disponibile sul sito del Comune di Rieti e anche presso la Biblioteca, via San Pietro Martire) da inviare via mail all’indirizzo [email protected] o consegnato a mano agli uffici della Biblioteca. Possono partecipare tutti i cittadini maggiorenni, e anche i minori dai 16 anni, con il consenso dei genitori, da quest’anno, residenti anche in Comuni diversi da Rieti. I giurati si impegneranno a leggere i testi, che saranno acquistati a proprie spese. Le opere finaliste, selezionate dal Comitato tecnico scientifico, rappresentano un viaggio nei diversi linguaggi della narrativa contemporanea:
- ‘Fumana’ di Paolo Malaguti (Einaudi), un romanzo radicato nella geografia e nella memoria del Nordest;
- ‘Il canto dei telai’ di Livio Galla (Mondadori), che intreccia Risorgimento e lavoro industriale;
- ‘Lo sbilico’ di Alcide Pierantozzi (Einaudi), una riflessione sul corpo e sull’identità;
- ‘L’uomo dagli occhi tristi’ di Piergiorgio Pulixi (Rizzoli), un giallo dai risvolti morali;
- ‘Di madre in figlia’ di Concita De Gregorio (Feltrinelli), un racconto autobiografico sul legame e la fragilità.
Gli incontri con gli autori si terranno da dicembre 2025 a maggio 2026: la mattina all’interno della Casa Circondariale e il pomeriggio aperti alla cittadinanza presso la Biblioteca Paroniana. Primi appuntamenti venerdì 12 dicembre cui seguiranno gli incontri di venerdì 6 febbraio, venerdì 13 marzo, venerdì 17 aprile e venerdì 15 maggio. La serata finale, con la proclamazione del vincitore, è prevista per l’11 settembre 2026 nel Giardino del Polo Culturale Santa Lucia, sede della Sapienza di Rieti: “una scelta simbolica — ha spiegato Rosati — perché la cultura è ciò che ci tiene uniti, e questa sede ne è il cuore”. Con le scuole, i detenuti e i cittadini fianco a fianco, il Premio Letterario Città di Rieti – Centro d’Italia torna a essere ciò che è sempre stato: non una vetrina, ma un laboratorio di umanità, dove leggere significa capirsi, incontrarsi e, almeno per un po’, sentirsi liberi. “Il ritorno del prestigioso premio letterario Città di Rieti Centro d’Italia era una priorità delle azioni culturali che avevamo nel nostro programma e siamo lieti di averlo fatto ripartire proprio nel 2026, l’anno di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura che vedrà una significativa partecipazione della Città e del territorio reatino – ha dichiarato Rosati -. Gli autori scelti dal Comitato Tecnico Scientifico sono di grande livello e di grande fama e questo impreziosisce ancora di più l’iniziativa che, inoltre, può contare su altri aspetti importanti: dalla partecipazione dei ragazzi alla collaborazione con l’Istituto Circondariale di Rieti. Desidero ringraziare per il lavoro svolto con professionalità il dirigente del VI Settore Cultura Sport e Turismo, Stefano Berton, la Segreteria del Premio, il personale della Biblioteca e i membri del Comitato Tecnico Scientifico che hanno fornito il loro prezioso supporto in maniera del tutto gratuita, a partire dal mio predecessore, particolarmente legato a questo premio, Gianfranco Formichetti”.
Foto: Testa ©








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