La crisi dello stabilimento Aartee di Rieti continua a destare forte preoccupazione tra i lavoratori e tra le organizzazioni sindacali. La Fiom Cgil di Rieti-Roma Eva, attraverso i segretari Luigi D’Antonio ed Emiliano Lelli, denuncia una situazione che si protrae ormai da oltre due anni e che rischia di compromettere definitivamente un presidio industriale strategico per il territorio.
Secondo la Fiom, le difficoltà non sono legate soltanto alla contrazione del settore delle lavorazioni metalliche, ma soprattutto all’assenza di un piano industriale concreto e credibile da parte della dirigenza aziendale, accusata di portare avanti una gestione “assente e priva di progettualità”.
Lo stabilimento reatino, sottolinea il sindacato, si è sempre distinto per l’alto livello di produttività e per le competenze dei lavoratori. Per questo motivo la Fiom ha sostenuto in questi anni tutte le iniziative volte a difendere i livelli occupazionali e a mantenere viva una realtà produttiva che rappresenta un punto di riferimento in un territorio già segnato da numerose crisi industriali.
Il sindacato ha inoltre coinvolto le istituzioni locali e regionali, avviando un confronto sia con il Comune di Rieti sia con la Regione Lazio. L’appello lanciato è quello di mettere in campo un’azione incisiva e condivisa, che spinga l’azienda ad assumersi le proprie responsabilità e a presentare un piano di rilancio concreto.
Preoccupa in particolare l’intenzione, attribuita alla dirigenza, di dismettere parte degli impianti industriali al solo scopo di reperire liquidità e fronteggiare una pesante situazione debitoria, senza offrire reali prospettive di sviluppo.
“La Fiom Cgil – dichiarano D’Antonio e Lelli – metterà in campo tutte le iniziative di mobilitazione necessarie per difendere i lavoratori, che meritano rispetto e garanzie per il loro futuro. Non possiamo permettere che venga sacrificato un patrimonio industriale e professionale così importante per Rieti e la sua provincia”.