25 novembre, Polizia: “A Rieti aumentano i maltrattamenti in famiglia”

Nella ricorrenza del 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza alle donne, in cui la Polizia di Stato ha scelto di stare vicina alle donne rinnovando la campagna “…questo non è amore”. Il personale della Questura di Rieti, infatti, sarà presente con uno stand informativo in Piazza Vittorio Emanuele II, a Rieti, al fine di sensibilizzare la cittadinanza sulla importante tematica della violenza di genere e sulle relative iniziative di contrasto attuate dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza. L’obiettivo del progetto, attraverso iniziative sul territorio con incontri e consigli utili, è raggiungere le vittime e le potenziali vittime di violenza portando alla luce le vulnerabilità e i fattori di rischio invitandole a denunciare i torti subiti. Secondo gli studi eseguiti sulla Provincia di Rieti è emerso che sono aumentati nel corso dell’anno i maltrattamenti in famiglia rispetto al 2021.

Allo scopo è stato distribuito l’opuscolo “Questo non è amore”, realizzato dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza nel quale la Polizia di Stato analizza il fenomeno criminale enunciando dati statistici, testimonianze e normative di riferimento, informando, altresì, gli utenti sull’importanza del lavoro svolto dai centri antiviolenza e dal numero di pubblica utilità “1522”, gratuito ed attivo 24 ore su 24, attraverso il quale, con assoluta garanzia di anonimato, le vittime di violenza possono rivolgersi per ottenere un importante aiuto e sostegno in un momento così delicato della loro vita. Contribuisce alla diffusione delle informazioni anche l’hashtag #aiutiamoledonneadifendersi. Durante gli incontri, il personale della Polizia di Stato fornirà informazioni sugli strumenti di tutela a disposizione del cittadino per consentire alle Forze di Polizia di intervenire su situazioni di violenza e stalking, ricordando anche che una semplice chiamata al “113” o al NUE “112”, può garantire una valida assistenza, conforto e protezione verso ogni tipo di violenza, nel rispetto della privacy e la tutela del caso nei confronti dei più deboli.

Per la ricorrenza del 25 novembre il Questore di Rieti, Mauro Fabozzi, ha voluto rimarcare che questa giornata non deve restare un faro puntato sul problema una volta l’anno, ma deve diventare una abitudine culturale, praticata fin dalle aule scolastiche ed all’interno del nucleo familiare, partendo dal recupero della parola “rispetto”: rispetto per gli altri. Molto è stato fatto, in questi anni, per arginare il fenomeno della violenza contro le donne, e ciò grazie agli strumenti normativi di cui la Polizia di Stato è in possesso e anche sulla base di un’esperienza trentennale maturata in questa materia. Contro il femminicidio sono state perfezionate le procedure sia del “pronto intervento” che quelle investigative ma, soprattutto, si è agito sul piano della “prevenzione” con lo strumento dell’Ammonimento del Questore. I dati dimostrano che l’ammonimento risulta essere estremamente efficace perché evita che i comportamenti violenti si ripetano, bloccando, di fatto, il “ciclo della violenza” ed evitando, così, che esso possa sfociare in reati più gravi.

Dal 2020 fino ad oggi gli ammonimenti per violenza domestica o atti persecutori sono stati oltre 7.500 e solo in un caso l’ammonito si è reso autore di quello che può essere definito “femminicidio”. Dai dati raccolti dalle Divisioni Anticrimine delle Questure, che ricostruiscono ogni singolo evento analizzando il movente dell’omicidio, emerge che, confrontando il periodo gennaio-novembre 2022 con lo stesso periodo del 2021, il numero di femminicidi è diminuito del 26,1%, meno di un quarto rispetto all’anno precedente, mentre gli ammonimenti sono aumentati della metà. Inoltre, si evidenzia che le vittime di femminicidio, cioè donne uccise in quanto donne, sono state il 34% di tutte quelle uccise nel periodo di riferimento.  Un brillante risultato, conseguito grazie ai protocolli innovativi perseguiti negli ultimi tre anni dalla Polizia di Stato e grazie alla massima attenzione riservata quotidianamente alla prevenzione dei femminicidi.

Grazie al Protocollo Zeus, ormai operativo in 54 Questure, tra cui quella di Rieti, l’azione di prevenzione della Polizia di Stato prosegue anche dopo la notifica dell’ammonimento, poiché al destinatario del provvedimento è offerta la possibilità di intraprendere un percorso di “recupero”, finalizzato a far maturare nell’interessato la consapevolezza del proprio comportamento, usufruendo delle capacità specifiche di professionisti impiegati nei centri dedicati agli autori di comportamenti violenti o persecutori. Con la campagna “Questo non è Amore” si punta a sensibilizzare l’opinione pubblica su una maggiore consapevolezza nella prevenzione della violenza sulle donne.

Si forniscono, di seguito, alcuni dati relativi al fenomeno nella provincia di Rieti.

 

Descrizione reato Gennaio – novembre 2021 Gennaio – Novembre 2022
Atti persecutori (stalking) 35 35
Maltrattamenti contro familiari e conviventi 44 53
Violenze sessuali 6 4

 

Il Questore di Rieti ha voluto sottolineare che la sicurezza della provincia reatina è obiettivo primario della Polizia di Stato non solo per il fenomeno della violenza sulle donne, ma in tutte le sue prospettive, e che in tale ottica l’attività di prevenzione è una priorità assoluta. Per tale motivo, il Questore adotta con oculatezza i provvedimenti in materia di misure di prevenzione personale, che coniugano le esigenze di tutela della collettività in una prospettiva di aspettativa di tranquillità sociale e di diritto alla piena libertà di circolazione del singolo soggetto. Dal 01/01/2022 al 24/11/2022 sono stati pertanto adottati i seguenti provvedimenti:

17 Fogli di Via obbligatori ex. art. 2 D. Lgs. n. 159/2011, con obbligo di rientro nel comune di residenza, a carico di altrettanti cittadini, italiani o stranieri gravati da precedenti penali e di polizia, residenti in Comuni diversi, che su base di elementi di fatto sono stati ritenuti pericolosi per la sicurezza pubblica oltre che privi di validi motivi per permanere nei territori della provincia reatina;

–  29 avvisi orali ex. art. 3 D. Lgs. n. 159/2011 nei confronti di altrettanti cittadini italiani e stranieri che hanno manifestato una spiccata pericolosità sociale o che per la condotta ed il tenore di vita debba ritenersi, sulla base di elementi di fatto, che vivono abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose;

– 13 D.A.C.Ur. (Divieto di accesso negli esercizi pubblici e nei locali di pubblico intrattenimento ex art. 13 e 13 bis D.L. n. 14/2017) nei confronti di persone denunciate per reati commessi in occasioni di gravi disordini avvenuti in pubblici esercizi o in locali di pubblico trattenimento ovvero nelle immediate vicinanze degli stessi.

Foto: RietiLife ©

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