È caccia all’uomo dopo gli spari alla stazione di Rieti: “Aggressione per motivi di droga” | LE FOTO

Foto: Riccardo FABI ©

(di Martina Grillotti e Christian Diociaiuti) Ci sarebbero motivi legati alla richiesta di droga alla base di quanto accaduto nel tardo pomeriggio di oggi sulla banchina della stazione ferroviaria di Rieti. Un uomo, dalle prime informazioni un nigeriano, è stato raggiunto da colpi di pistola – a quanto risulta, una scacciacani a pallini – che lo hanno ferito alla testa; a sparare è stato un altro uomo, ora in fuga, che viene descritto come di carnagione bianca. Leggi il lancio di RietiLife

I fatti sono avvenuti intorno alle 19 di mercoledì 20 luglio: le testimonianze di chi era sul posto, nelle attività della stazione, in attesa del treno o in transito con i convogli della linea Terni- Rieti-L’Aquila- Sulmona, parlano di una lite tra un uomo bianco e uno di colore, col primo che avrebbe chiesto della droga al secondo, il quale però ha risposto di esserne sprovvisto. Per motivi ancora in via di accertamento, sarebbe nata una lite furibonda: calci, pugni e perfino l’utilizzo di sassi prelevati dalle rotaie. Poi uno dei due ha estratto la pistola – che ricordiamo, secondo gli inquirenti, sarebbe una scacciacani a pallini – e ha ferito il nigeriano sparando più di un colpo, prima di darsi alla fuga.

Lite e aggressione si sono consumate all’interno della stazione, in particolare sulla banchina: qui la Polizia Scientifica ha repertato diversi elementi, oltre a diverse tracce di sangue dei due coinvolti nella lite. Sul posto anche la Squadra Mobile e la Digos. La Polizia ha preso in carico l’indagine, anche se nei primi momenti subito dopo l’allarme lanciato dalle persone presenti, si sono recati sul posto anche i Carabinieri, oltre al 118 per i soccorsi al ferito.

Gli inquirenti hanno sentito le persone presenti oltre al nigeriano, che ora si trova al De Lellis e che risulta non essere in pericolo di vita. La ricostruzione dei fatti, per ora, è molto confusionaria. La Polizia sta mettendo insieme i pezzi, per capire se ci sia di più di quanto emerso finora e soprattutto sta cercando l’arma utilizzata nell’aggressione oltre all’uomo coinvolto nella lite e tuttora in fuga.

 

 

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