Rete Studenti Medi scende in piazza: “Nessuna volontà di investire sui giovani. Ora ci ascoltino”

Grande partecipazione alla giornata di mobilitazione nazionale in corso indetta dalla Rete degli Studenti Medi, più di 50mila studenti e studentesse in 11 regioni e 40 piazze stanno scendendo in piazza Le rivendicazioni da Nord a Sud sono gli investimenti sul diritto allo studio, un piano strutturale sull’edilizia scolastica e interventi sul caro libri. In piazza anche per chiedere che si riconosca il problema delle malattie mentali e che si investa sullo psicologo scolastico e lo psicologo di base. Molte delle rivendicazioni vertono, poi, anche sulla precarietà e su interventi mancanti nella legge di bilancio sullo sfruttamento del lavoro. A Roma la manifestazione terminerà sotto al Ministero dell’Istruzione, a cui gli studenti chiedono un incontro per discutere degli impegni da prendere. Rieti si è unita ai cortei di tutta Italia, in Piazza Vittorio Emanuele II, stamattina alle 9:30.

“Dopo questi due anni di pandemia, in cui abbiamo dovuto rinunciare a ogni spazio e momento di socialità ed essere stati anche etichettati come untori, siamo stati lasciati privi di ogni sostegno psicologico. A causa degli orari scaglionati non abbiamo più il tempo di socializzare e fare sport, con mezzi di trasporto insufficienti e mal organizzati, portando quindi ad orari insostenibili. Scenderemo in piazza perché continua a non esserci nessuna volontà di investire nei giovani, come dimostrano il PNRR e la nuova legge di bilancio, che stanziano fondi assolutamente insufficienti per la nostra categoria. Non solo, è ormai da tempo che chiediamo più spazi per i nostri istituti, situazione insostenibile ormai dal terremoto del 2018 e aggravata dalla pandemia. Vogliamo spazi e investimenti sull’edilizia scolastica, basta strutture fatiscenti e poca sicurezza.”- dichiarano Alessia Arcangeli della Rete degli Studenti Medi Rieti e i rappresentanti d’istituto del Rosatelli, insieme a ragazzi e ragazzi di tutta la provincia.

Finita la manifestazione 3 delegati sono stati ricevuti dal prefetto a cui hanno esposto le problematiche sopracitate, chiedendo una migliore turnazione oraria, ore da 50 minuti per agevolare l’uscita, incremento dei mezzi di trasporto e una ricreazione più lunga all’aperto. Le proposte sono state accolte e verranno riportate agli altri organi provinciali, regionali e al MIUR. Inoltre, dopo il termine di questo confronto, il prefetto è stato disponibile a un tavolo di aggiornamento per capire e valutare l’andamento della situazione.

Foto: Rete Studenti Medi ©

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