Una donazione alla Comunità di Colle San Mauro: ecco cos’è | FOTO

È bello avere la solidarietà a Km. Zero. C’è chi si sta dando molto da fare per far rinascere un luogo bellissimo di Rieti, Colle San Mauro, che era stato dimenticato. E c’è chi cerca di dare una mano, nel senso della solidarietà, per aiutare l’iniziativa. Vito Grazioli e il Vescovo Domenico Pompili sono gli artefici dell’iniziativa: l’istituzione di un centro di accoglienza e recupero per dipendenti da alcool, droga o gioco d’azzardo, nei pressi del convento dei Padri Cappuccini.

Ormai attivo da mesi, il centro fa parte dell’ANCDA (Associazione Nazionale contro il disagio e l’alcoolismo), ed è la replica di quanto già realizzato a Fiuggi dallo stesso Grazioli: si spera che la locale iniziativa realizzi la stessa esperienza, con case che ospitino anche le famiglie. L’originalità di questa iniziativa consiste nel fatto che il percorso terapeutico comprende giustamente anche la presenza di familiari degli ospiti: dove c’è una persona che soffre di una tossicodipendenza, è la stessa famiglia che è malata, e c’è quindi da recuperare una rete di rapporti familiari.

Responsabile del centro di Colle San Mauro è don Giovanni Crisostomo, che sa quanto sia difficile uscire dalle dipendenze, ed è quindi la persona giusta per aiutare i suoi ospiti, ora in numero di nove. Il suo motto è “Meglio Platone che il Prozac”. È validamente coadiuvato da un volontario, Mario Rughetti, che da Poggio Moiano si è trasferito a Rieti per essere presente sul posto, ogni mattina alle 6, per l’inizio della giornata di “ortoterapia”, come la chiama don Giovanni. Ed infatti, con i primi doni del Lions Club Rieti Varrone (vanghe, zappe, rastrelli, pompe, cesoie ed altri attrezzi agricoli), i giovani hanno dissodato la terra, seminato e coltivato ed anche allevato galline, per un’economia produttiva, non speculativa.

Visti i frutti della prima consegna di attrezzi di alcuni mesi fa, il Lions Club Varrone mercoledì, alla presenza del Vescovo mons. Pompili, del sindaco Cicchetti e di numerosi soci, ha avuto il piacere di donare alla comunità, oltre a derrate alimentari e materiale elettrico, un moto coltivatore Bertolini 407S EMAK diesel. Il chirurgo Enrico Maria Calisesi, dal canto suo, ha donato un televisore di 50 pollici, per il giusto divago dopo una giornata di lavoro nel campo. I giovani ospiti della comunità hanno voluto festeggiare questo momento significativo offrendo ai presenti un ricco buffet da loro stessi preparato.

 

Foto: Massimo RENZI ©

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