Le Giornate FAI di primavera al Monastero di Santa Filippa Mareri sono un successo: hanno partecipato 150 visitatori

Nel fine settimana del 15 e 16 maggio si sono svolte le Giornate FAI di Primavera, giunte alla XIX edizione e accolte sempre con gioia e speranza. Citando un testo del FAI: “La visione culturale del Fondo Ambiente Italiano vede l’Ambiente come indissolubile intreccio tra Natura e Storia e la Cultura come sintesi delle scienze umane e naturali. E l’Italia, come nessun altro paese al mondo, è ricca di esempi di come la co-evoluzione armonica di Natura ed Uomo abbia creato paesaggi unici”. Il Gruppo FAI di Rieti ha interpretato questo pensiero, avendo organizzato, per la giornata di domenica 16 maggio, una visita speciale al Monastero di Santa Filippa Mareri, situato nel cuore del Cicolano, a Borgo San Pietro di Petrella Salto.

Si ringraziano sentitamente per la generosità e l’ospitalità le suore di Santa Filippa Mareri, che hanno aperto le porte del monastero e hanno fornito la documentazione storica necessaria per la preparazione dell’evento. Vero motore della manifestazione sono stati i giovani soci dell’Associazione Culturale “Riattivati” che, guidati dal loro Presidente Giacomo Nicolò, si sono dedicati, in veste di volontari FAI, agli studi su natura, storia e cultura di questo luogo e all’organizzazione del percorso di visita. Attraverso la collaborazione del FAI con le scuole di Rieti, resa possibile grazie alla professoressa Stefania Santarelli, vi è stata la partecipazione attiva di un nutrito gruppo di studenti. In particolare, 7 volontari di Riattivati hanno trasmesso agli aspiranti ciceroni del Liceo Scientifico Carlo Jucci di Rieti non solo i dati necessari alla narrazione del Monastero di Santa Filippa Mareri, ma anche coraggio ed entusiasmo nell’esaltare il patrimonio storico, artistico e naturale offerto dal Cicolano. Gli alunni hanno potuto sperimentare la loro capacità di parlare in pubblico e di suscitare meraviglia per le bellezze e la storia del luogo. La presenza dei volontari della Protezione Civile, inoltre, è stata di aiuto e supporto affinché fossero rese note e rispettate tutte le norme di sicurezza sanitaria ancora in vigore a causa della pandemia Covid. Un ringraziamento, infine, al Comune di Petrella Salto, nel cui territorio si è svolta questa Giornata di Primavera del FAI.

Durante la domenica, grazie all’impegno dei volontari FAI che, durante l’anno, curano ed organizzano la realizzazione delle aperture al pubblico, è stato possibile accogliere 150 visitatori, giunti non solo da Rieti, ma anche dall’Abruzzo, dall’Umbria e da Roma. Per chi non abbia avuto l’opportunità di partecipare, il Gruppo FAI Rieti è orgoglioso di evidenziare come natura, storia e cultura siano state le protagoniste indiscusse della Giornata di Primavera a Borgo San Pietro.

La natura del Cicolano, ricca di boschi di castagni sulle scoscese pendici di monti che culminano con bellissimi altopiani, vede al giorno d’oggi un lago che ricopre gran parte della vallata del fiume Salto, un lago artificiale realizzato con la costruzione di una diga nel 1938-1940. Proprio l’intervento dell’uomo sulla natura ha creato un ambiente dagli indiscutibili effetti scenici e un panorama molto suggestivo. Ma la storia e la mano dell’uomo hanno anche le proprie vittime, ed in questo caso a risentirne sono stati i paesi, ora sommersi dal lago, che sorgevano nel fondo valle, e tra questi vi era Borgo San Pietro, dove era collocato il vecchio Monastero delle Suore di Santa Filippa Mareri.

 

Santa Filippa (1200-1236) è la prima santa francescana, è la fondatrice del monastero e si potrebbe definire una donna moderna, quasi dei nostri giorni, anche se vissuta nel Medioevo. La sua determinazione nel decidere cosa fare nella vita è di grande esempio. Infatti, pur essendo nata nella nobile famiglia dei baroni Mareri, rinunciò ad ogni privilegio e decise di seguire la sua vocazione religiosa, ritirandosi in eremitaggio con alcune seguaci in una grotta e vivendo poveramente. I fratelli di Filippa, dopo molto tempo, accettarono la sua volontà e le donarono il castello e la chiesa di San Pietro da Molito, primo nucleo del monastero di Borgo San Pietro. Di quel monastero, ora sommerso dalle acque, rimangono alcune preziose parti, smontate e ricostruite a monte prima che le acque del lago sommergessero definitivamente il vecchio borgo. Oggi nel nuovo monastero è possibile ammirare una splendida cappella dove si possono osservare le reliquie della santa, gli affreschi della volta e di alcune pareti del vecchio monastero, insieme ad alcuni oggetti conservati nel piccolo ma prezioso museo.

Foto: FAI ©

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