Lettera shock ad Arcigay Rieti: “Speriamo che il covid vi uccida, delinquenti”. Il presidente Di Cesare: “Missiva già in Questura”

“Sono il presidente di un’associazione Arcigay (Rieti LGBT+) e esserlo in una città come Rieti non è facile e proprio per questo mi fa piacere sbattervelo in faccia”: inizia così un post di Domenico Di Cesare, reatino, presidente di Arcigay Rieti.

“Sono appena passato a ritirare questa lettera – scrive mostrando un’immagine della missiva intitolandola con un passaggio, ‘Speriamo che il covid vi ammazza a tutti tanto siete solo delinquenti da 2 a 90 anni. Meglio la merda’ – che porto subito in Questura, e parte del testo lo ometto, troppo schifo. Venendo alla sede ARCI, che ci ospita, a ritirare questa lettera, dal parcheggio ho fatto meno di cento metri, e sono bastati per ascoltare davanti al bar cinque uomini maturi (due li conosco) e una voce: ‘mesà che ‘llù covid và ‘nfrociti’; li ho sfiorati passando in mezzo la strada, perché comodamente occupavano il marciapiede, tutti con mascherina sotto al mento. Li ho guardati dicendo a voce alta: ‘gente di merda’. Sono andato via e nessuno ha fiatato. Ecco che ritiro la busta e la apro… Potrei stare ore a scrivere di mail di preti o presunti tali che ci mandano all’inferno, di insulti e minacce sui social, di cinque ragazzi che il 27 gennaio dopo la manifestazione sull’omocausto in piazza mi hanno detto ‘frocio’, della scritta ‘Arcigay’ strappata sul citofono di ARCI e tanto altro che non posso rendere noto. La società cambia, anche se ci vuole tempo, ma voi continuate a essere dei poveracci e il dispiacere che provo è quello che vostri figli o nipoti dovranno crescere vicino a persone come voi. Quanto sopra grazie a tanta gente del territorio, anche associazioni, che non ci reputano alla loro altezza, alle decine di amministrazioni del territorio che ci ignorano e neanche rispondono alle nostre richieste fatte con posta certificata e firmate con nome e cognome e non come questi vili anonimi. Prende sempre più piede la voglia di candidarsi alle prossime elezioni: no perditempo” scrive Di Cesare.

Immediata la reazione della politica: “Senza stupore ma con un senso di rabbia e di disgusto abbiamo appreso degli insulti recapitati tramite una lettera al presidente dell’Arcigay di Rieti. A Domenico e ai compagni e le compagne del circolo rivolgiamo la nostra piena solidarietà e la nostra vicinanza. Episodi di questo tipo, non sono il frutto del delirio estemporaneo di un esaltato, ma sono l’esito diretto di un clima omofobico che viene alimentato direttamente dalla nostra classe politica, in particolare da chi nel dibattito pubblico sui diritti delle persone lgbt non perde occasione per reiterare messaggi di disprezzo, odio, dileggio e si rifiuta ostinatamente di approvare il DDL Zan” scrive Rieti Città Futura.

Foto: Fb ©

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