Capit Rieti: “Ecco perché L8 TUTTO L’ANNO”

In occasione dell’8 Marzo l’associazione CAPIT RIETI, ente gestore del Centro Antiviolenza di Rieti “il Nido di Ana”, lancia la campagna L8 TUTTO L’ANNO. L’iniziativa ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto alla condizione femminile nel mondo del lavoro, nella cui discriminazione trova maggior spazio la violenza di genere che le donne subiscono. A partire dalla giornata di lunedì 8 Marzo 2021 verranno pubblicati sui canali social, Instagram e Facebook, del Centro Antiviolenza di Rieti, dati riguardanti l’occupazione femminile.

Molti enti, pubblici e privati, del territorio hanno aderito alla campagna esponendo la locandina dell’iniziativa per una trasformazione culturale orientata alla diffusione dell’idea che un’equa presenza femminile nel mondo del lavoro sia sinonimo di crescita per tutta la società. Secondo il più recente rapporto Global Gender Gap del World Economic Forum, ci vorranno 108 anni per colmare la disuguaglianza di genere.

Oggi più che mai il tema dei diritti delle donne richiede nuove attenzioni e visibilità, perché sono ancora troppe le discriminazioni e le violenze di cui sono oggetto in tutto il mondo: occorre fare di più in tutte le tematiche che si propongono di lavorare per l’eliminazione delle differenze di genere in campo sanitario e della salute, della partecipazione e opportunità economiche, dell’istruzione e della partecipazione politica. Da quanto emerge dai dati del nuovo “Dossier donne” dell’Inail, le lavoratrici sono le più colpite dai contagi professionali da Covid-19. Per di più conciliare lavoro e famiglia è sempre più difficile, specialmente in una società come la nostra dove ancora si crede che sia compito esclusivo della madre prendersi cura dei figli. Questa iniziativa si colloca all’interno del lavoro che da anni la CAPIT RIETI porta avanti per sostenere le donne vittime di violenza e discriminazioni, per stimolare la riflessione sul concetto di parità di genere.

Questi sono solo alcuni dei dati che misurano un mondo che non riesce ad essere per tutti e tutte. Ma se non si riesce a riconoscere la metà della popolazione del pianeta come paritaria, come possiamo pensare di colmare i numerosi gap che affliggono la società?

 

Foto: Capit ©

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