Fara Sabina, lieto fine per il “pasticcio” del Servizio Civile. I comuni del progetto rinnovano la fiducia

(g.b.) Termina con un lieto fine la delicata vicenda del bando intercomunale (e interprovinciale) per il Servizio Civile, saltato per un errore di invio di una pec da parte dell’ufficio del Comune di Fara Sabina, ente capofila dell’iniziativa, e diventato, nelle settimane scorse, una potenziale “bomba” per il Municipio sabino, che ha rischiato di vedersi travolgere da contenziosi e richieste di risarcimento da parte di quasi 30 Comuni Coinvolti nelle province di Rieti e Viterbo.

Invece, al termine di un incontro tenutosi lo scorso 18 gennaio, quegli stessi Enti hanno rinnovato la loro fiducia in Fara Sabina, allo scopo di ri-presentare la domanda di partecipazione al bando, che verosimilmente vedrà l’attivazione del servizio nelle stesse modalità di quello saltato. In ritardo, vero, ma senza perdita di soldi (circa 2 milioni di euro) e posti di lavoro (435 in tutto il territorio coinvolto, di cui quasi 50 nel solo territorio di Fara Sabina).

“Questa decisione chiude una situazione che alcuni hanno tentato di strumentalizzare politicamente in modo improprio, sperando forse in un contenzioso tra Enti che avrebbe danneggiato tutti – commenta soddisfatto il vicesindaco di Fara Sabina, Simone Fratini, che è anche assessore ai servizi sociali – invece ha prevalso il buonsenso, e noi ne siamo felici. Credo che questo sia un importante segnale di unità e di collaborazione fra Comuni, in un momento di difficoltà per tutti”.

“Fara Sabina sarà ancora capofila di un progetto importante, di cui si assume la responsabilità nei confronti degli altri Enti, che ringrazio per la rinnovata fiducia – aggiunge il sindaco Roberta Cuneo – seguiremo da vicino il progetto in ogni suo passo. Sono certa che porteremo a casa un risultato importante per tutti, soprattutto in questo momento di difficoltà per una emergenza sanitaria ed economica da gestire, in cui il Servizio Civile per i territori rappresenta una risorsa importantissima”.

LE TAPPE – Il bando per il Servizio Civile Universale coinvolgeva i Comuni appartenenti alla Comunità Montana Sabina (Casperia, Configni, Cottanello, Mompeo, Montasola, Poggio Catino, Poggio Mirteto, Roccantica, Salisano, Torri in Sabina, Vacone) più altri 12 Comuni della provincia di Viterbo (Civita Castellana, Orte, Vasanello, Vignanello, Bassano in Teverina, Castel Sant’Elia, Faleria, Calcata, Tuscania, Soriano nel Cimino, Gallese, Bomarzo). Uniti a Fara Sabina, ente capofila dell’iniziativa, che lo scorso giugno, a causa del mancato invio di una pec all’ufficio del dipartimento della Presidenza del Consiglo dei Ministri preposto alla valutazione dei progetti da parte di un funzionario, ha di fatto vanificato la presentazione del progetto stesso. Con tutte le conseguenze del caso, non solo nel secondo Comune della provincia, ma anche nel resto della Sabina e (soprattutto) nel viterbese, dove i Comuni coinvolti hanno minacciato di volersi rivalere proprio su Fara. Se necessario anche legalmente. Immediate le polemiche delle minoranze farensi, che hanno puntato il dito contro l’amministrazione. La quale, nel frattempo, avviava una lunga e delicata “attività diplomatica” con il perimetro territoriale coinvolto nel progetto. Che alla fine, a quanto pare, ha portato ad una risoluzione del problema, nonostante il ritardo di un anno che ora, inevitabilmente, caratterizzerà l’intero progetto.

Foto: RietiLife ©

 

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