“Vietato sostare in piedi fuori dai locali”: Conte studia nuovo Dpcm contro movida e assembramenti | Lockdown locali per evitare quello nazionale

(p.c.) L’Italia stretta nella morsa del Covid, con la risalita dei contagi e con la spada di Damocle del nuovo Dpcm sospesa sul collo di una nazione fino al 15 ottobre. È notizia di questa mattina che sarebbe al vaglio del governo una norma restrittiva per il nuovo Dpcm. Tra le norme che si valuta di inserire nel nuovo Dpcm che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte firmerà il prossimo 15 ottobre ci sarebbe il divieto di assembramento davanti a bar e ristoranti.

La curva epidemiologica che continua a crescere (ieri i nuovi casi, pur se a fronte di un numero molto alto di tamponi, 129.471, sono stati ben 5.372, il doppio rispetto al 6 ottobre) il governo pensa ad un giro di vite importante per le «misure di contenimento» dei contagi da Covid-19 partendo proprio dal distanziamento soprattutto nei luoghi dove ci si incontra, spesso senza indossare le mascherine e mantenere il distanziamento. Un freno quindi alla movida che in molti luoghi è incontrollata e, secondo l’Iss, sarebbe tra le cause principali dell’aumento dei nuovi positivi. Controlli e multe non sono serviti a evitare aggregazioni di fronte a bar, ristoranti e pub. Nel Dpcm si sta dunque pensando di inserire una norma che vieti la sosta di fronte ai locali. Secondo questa regola si potrà entrare nelle sale o rimanere all’aperto, ma solo se seduti al tavolo e se verrà garantito il distanziamento tra le persone. Se non c’è posto si deve andare via. Non si potrà stare in piedi all’aperto come accade in piazze e strade soprattutto la sera. E questo vale anche per i gruppi di giovani che si riuniscono nei parchi o in altri luoghi, anche se isolati.

Nel caso di «trasmissibilità sostenuta e diffusa», cioè quella attuale «con un valore di Rt regionali prevalentemente e significativamente compresi tra Rt 1 e Rt 1.25» verrà valutata la rimodulazione delle attività con misure più stringenti.
Intanto prosegue il dialogo con i presidenti delle Regioni per trovare la quadra ed «evitare di arrivare al lockdown», come ha ribadito due giorni fa il ministro della Salute Roberto Speranza. Per le restrizioni nelle Regioni e gli spostamenti da una Regione all’altra gli eventuali provvedimenti restrittivi saranno concordati nelle prossime ore.
Il primo sono i «lockdown locali temporanei su scala provinciale» come accaduto a Latina. Quindi le chiusure locali potranno essere decise dai presidenti e comunicate al governo, ma un eventuale lockdown dell’intera Regione o un divieto di spostamento tra Regioni dovrà essere concordato con l’esecutivo.

Foto: RietiLife ©

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