Caso PalaMalfatti, Cicchetti: “Progetto di destabilizzazione in attesa del 2022”

“Ho l’impressione che si voglia chiudere la Città di Rieti rendendola un grande cimitero”. Commenta così, il sindaco Antonio Cicchetti, la notizia dell’apposizione dei sigilli al PalaMalfatti: “Al sequestro pluriennale, non ancora risolto, delle strutture culturali restaurate dalla Fondazione Varrone a Largo San Giorgio si è aggiunto di recente quello del Teatro Flavio Vespasiano, un bene di tutti gli italiani per le sue caratteristiche architettoniche e di acustica, per il quale, dopo pochi giorni dalla chiusura, è pervenuto il rilascio della deroga da parte della Commissione regionale dei Vigili del Fuoco che non si riuniva da mesi a motivazione del Covid19 mentre noi Amministratori eravamo al servizio della gente, a rischio personale.
Oggi arriva il sequestro del PalaMalfatti con annesso procedimento a carico del Sindaco di Rieti “reo” di aver autorizzato lo svolgimento di tre eventi sportivi. Se non si trattasse di ingaggiare una guerra tra poveri, saremmo tentati dal chiedere alle superiori Autorità, a livello nazionale, l’esistenza del rispetto di tutte le normative vigenti nei palazzi governativi locali. Ma siamo responsabilmente consapevoli del fatto che, al cospetto delle normative cosiddette ‘meravigliose’, lo Stato non ha fondi da mettere a disposizione per la loro messa in opera.
Ci solletica, però, un interrogativo: come mai tanta improvvisa solerzia, mai registrata in precedenza? Dobbiamo attenderci ancora qualcosa in previsione delle elezioni comunali del 2022? Troppi segnali, e tutti insieme, per non pensare che si tratti di un progetto di destabilizzazione. Nel confermare di non essere soggetti facilmente impressionabili facciamo appello a tutte le persone di buonsenso presenti in questa Città perché provino ad assaporare il retrogusto di certe iniziative”.

Foto: RietiLife ©

 

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