Italia Viva: “La Fase 2: parta dalle tre T. Testare, tracciare e trattare”

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Italia Viva Rieti.

Il 18 maggio 2020 è iniziata la cosiddetta Fase 2. Agognata da molti, scongiurata dai tecnici ma alla fine da ieri l’Italia ha iniziato un gigantesco “stress test”.

L’intero sistema economico del nostro paese, senza prove e senza paracadute di una cura e di un vaccino, affronta con timori e con entusiasmo (imprese e famiglie) un enorme mole di regole per molti ancora sconosciute, completamente diverse da quelle che fino a pochi mesi fa erano la routine del nostro vivere quotidiano.

La nuova normalità deve tener conto di nuove regole se vogliamo coesistere con il Covid-19. Nel ‘software delle nostre vite è presente una minaccia invisibile che limita  la caratteristica e l’essenza dell’essere umano, la nostra naturale attitudine di essere un animale sociale e ci obbliga a vivere secondo regole di protezione mai sperimentate prima. Se non vogliamo ricadere in un baratro senza fine di un più lungo lockdown, non dobbiamo lasciare niente al caso. Per questo se vogliamo dare una possibilità e rialzarci economicamente non c’è spazio per errori ed omissioni. A questo scopo il tema dei  temi è come gestire la Sanità e quali  modalità di controllo bisogna implementare per domare l’epidemia.

Per questo Italia Viva Provincia di Rieti condivide e fa propri gli appelli e le proposte dei coordinatori di Italia Viva della Provincia di Roma Luca Andreassi e Ileana Piazzoni.

In questi giorni, affermano:

“Il ministero della Salute, tramite una cabina di regia che coinvolgerà le Regioni e l’Istituto Superiore di Sanitàà, raccoglierà le informazioni necessarie e realizzerà una classificazione settimanale del livello di rischio della trasmissione del Covid nelle Regioni, imponendo nuove chiusure o restrizioni nei luoghi dove il contagio ricominciasse a salire. Come potremo vivere, dunque, dipenderà da quanto sarà efficace il sistema sanitario regionale nella capacità di monitoraggio, di accertamento diagnostico, di indagine e gestione dei contatti.

La seconda  Fase deve fondarsi sulle tre T: “Testare, Tracciare, Trattare”.

Dunque sorveglianza attiva, capacità di fare tamponi e test, indagini epidemiologiche, tracciatura e monitoraggio costante sul territorio dei cittadini più a rischio, per ridurre la gravità della malattia ma anche per diminuire la diffusione del contagio e continuare a garantire la tenuta del servizio sanitario regionale.

Le proposte:

  1. individuazione di un Covid Leader, in ogni azienda sanitaria della Regione, che prenda in carico ogni azione e ogni decisione legata alla epidemia;
  2. sorveglianza attiva sul territorio, in tutti i comuni, negli ospedali, nelle RSA e nelle case di riposo o di comunitàà ed altri contesti individuati come a maggior rischio;
  3. aumento del numero dei tamponi, accelerazione dei tempi per effettuarli e per avere il risultato, campagne a tappeto dei test sierologici per fotografare lo stato di salute al momento dell’esame e procedere con le terapie necessarie, nonchéé verificare lo stato di diffusione del virus;
  4. tracciabilità, anche attraverso applicazioni informatiche, dei contatti dei contagiati, rapiditàà dei test e isolamento di coloro che risultino contagiati;
  5. implementazione a tappeto delle Unità Speciali di assistenza Territoriale Regionali (USCAR) e aziendali (USCA);
  6. costituzione, in ogni singolo comune, di una rete dei medici di base, promuovendo l’istituzione di un coordinamento territoriale comunale che permetta il monitoraggio della attivitàà complessivamente svolta dagli stessi medici;
  7. dare ai cittadini la possibilitàà di sottoporsi ai test autonomamente, posto che molti laboratori sul territorio si stanno organizzando per fare test sierologici disponendo l’obbligo informativo, a carico della struttura e previa acquisizione del consenso informato, in favore dei medici di base;
  8. consentire ai singoli comuni di organizzare autonomamente, in aggiunta rispetto alla attività espletata dalla ASL, sempre nel pieno rispetto della privacy, iniziative di screening con condivisione degli esiti con la ASL, nella figura del Covid Leader;
  9. terapia medica a domicilio, anche senza tampone positivo, se presenti febbre da più giorni e compromissione cardiorespiratoria, con controlli costanti per verificare eventuali aggravamenti della patologia;
  10. valutazioni epidemiologiche con controllo continuo e costante del tasso di riproduzione del virus per modificare in base a determinati indicatori gli scenari successivi di intervento anche di eventuali nuove fasi mirate di lockdown;
  11. divisione programmata, ed in sicurezza, degli ospedali Covid dai NON Covid per tornare ad assicurare la “normalità” nelle cure sanitarie su tutto il territorio regionale.

Questo pacchetto di proposte è stato consegnato ai Consiglieri Regionali di Italia Viva, Marietta Tidei ed Enrico Cavallari, affinché sia sottoposto e discusso nelle sedi istituzionali preposte”.

Foto: RietiLife ©

 

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