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Il Luigi di Savoia a Bruxelles

“Semi di Lampedusa” – il Progetto voluto dal Miur che ha istituito il 3 Ottobre come “giorno della memoria degli immigrati” – è approdato al Parlamento Europeo. L’evento ha avuto luogo lo scorso fine settimana a Bruxelles. Soltanto 15 istituti scolastici, in tutta Europa, hanno goduto del privilegio di poter presenziare a questa celebrazione e, tra questi, l’IIS Luigi di Savoia di Rieti, unica scuola del Lazio. E’ stato Tareke Brhane, presidente del “Comitato 3 Ottobre”, il dominus di questa celebrazione. Brhane più volte è stato ospitato a Rieti, più propriamente dall’Istituto Luigi di Savoia e dal Dirigente Scolastico, Prof.ssa Maria Rita Pitoni, particolarmente sensibile a tutte le attività d’inclusione verso gli immigrati. Brhane ha sollecitato il dottor Pietro Bartolo, oggi europarlamentare, ma fino a qualche anno or sono medico presso Lampedusa, ad organizzare e gestire questo evento, celebratosi lunedì scorso a Bruxelles, presso il Parlamento Europeo.

“Abbiamo raggiunto Bruxelles in compagnia di Tareke Brhane e con due nostri allievi – spiega la Prof.ssa Pitoni – il rappresentante d’Istituto, Luca Aguzzi e l’allieva Stella Styczen che parla benissimo la lingua inglese. Siamo stati accolti da rappresentanti dell’Agenzia che gestisce l’Erasmus e per la promozione di azioni che promuovono l’integrazione degli immigrati. Tutti gli studenti, in rappresentanza delle 15 scuole chiamate a partecipare, avevano redatto nelle settimane scorse un documento concordato e comune in lingua inglese, ciò sulla base delle esperienze maturate a Lampedusa. Tale documento è stato presentato nella mattinata di lunedì all’Agenzia che gestisce l’Erasmus e, nel pomeriggio, in una sala spettacolare del Parlamento Europeo”. I due giovani provenienti da Rieti, Luca e Stella, hanno così potuto vivere in prima persona un’esperienza davvero unica. Soprattutto quando hanno preso posto sui banchi dei deputati, ove hanno beneficiato di cuffie per la traduzione simultanea poiché la lingua parlata era, ovviamente, l’inglese.

“Siamo rimasti estasiati dinanzi a tutto questo – affermano all’unisono Luca e Stella – l’esperienza vissuta al Parlamento Europeo è stata straordinaria ed indimenticabile, peraltro con il pregresso non indifferente osservato a suo tempo a Lampedusa. Siamo rimasti colpiti, coinvolti e molto partecipi, anche commossi. Specialmente quando Tareke Brhane ha presentato al dottor Pietro Bartolo la ragazza che tutti davano come morta, Kebrat si chiama, ma che il medico salvò quando già era stata messa in un sacco nero poiché si accorse che aveva ancora un flebile battito vitale. Ora Kebrat vive in Svezia, ma nel momento in cui il Dottor Bartolo ha potuto riabbracciarla è stato per tutti noi davvero molto commovente”. Il Savoia è deciso a portare avanti il percorso intrapreso per la migliore accoglienza degli immigrati perché l’Istituto Superiore Scolastico cittadino parteciperà anche al prossimo bando che il Miur vorrà indire riferito a “Semi di Lampedusa”. “Abbiamo in programma di allargare il nostro orizzonte e coinvolgere tutte le scuole che fanno capo al Savoia – conclude la preside Pitoni – l’intento è quello di sensibilizzare ogni nostra componente scolastica a favore dell’inclusione”.

Foto: IIS Savoia ©

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