Il Rieti accoglie Vincenzo Minguzzi: “Io mai retrocesso, ce la facciamo a salvarci”. E Di Santo…

(di Christian Diociaiuti) Scenario inconsueto per una presentazione del Rieti. Il nuovo diesse amarantoceleste Vincenzo Minguzzi si presenta a stampa, tifosi e città nella sala consiliare del comune per un Rieti che vuole “vivere più la città”, dicono dal club.

ARRIVA MINGUZZI – “Ero fermo da un anno, mi stavo annoiando. Poi la mia vita è stata molto legata alle esperienze con Camilli. Rieti è una bella sfida: c’è da fare in fretta, senza sbagliare e venir fuori da questa situazione. È il calcio, la mia vita, ma sarà difficile. Proviamo. Confido di venirne fuori. Posso dire che non sono mai retrocesso. Farò di tutto per uscire da questa situazione”: questo il nocciolo delle dichiarazioni del nuovo diesse, che è legato molto alle parentesi – in larga parte vincenti, soprattutto in Toscana – con Viterbese e Grosseto, ma anche col Pisa dove il tratto d’unione era sempre Piero Camilli. “A Viterbo ho lavorato tre anni, a Grosseto dieci anni, sono stato a Pisa dove c’era sempre Camilli. È un grande tifoso con pregi e difetti, è difficile lavorare con lui: se pareggi due gare diventa un dramma. Curci? L’ho conosciuto oggi, non ho confidenza…”. Visto il legame di Minguzzi con Camilli, è stato chiesto per caso all’imprenditore dell’allevamento di aiutare la società reatina, sua grande “avversaria” soprattutto ai tempi di Fedeli? “Se lui volesse fare qualcosa, al massimo potrebbe sponsorizzare…” ha lasciato in sospeso Minguzzi, mentre è stata ricordata la voglia di leadership che una figura come Camilli brama in una gestione societaria.

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IDEE E OBIETTIVI – Tornando al Rieti. Minguzzi accetta una sfida difficile e si cala subito nella realtà dello Scopigno, con due giorni di calciomercato già volati via: “C’è stato il problema di qualche svincolo, c’è la posizione di classifica, una situazione completamente nuova – dice Minguzzi tratteggiando la situazione Rieti – è tutto da studiare e verificare. Ho visto la squadra, ma ora è diversa da quando l’ho seguita. Sappiamo che qualcosa deve essere migliorato. Questo mese qui sarà un mese di lavoro, complicato, difficile. Obiettivo: venirne fuori”. Quali sono gli obiettivi? “Due centrali di difesa, un mediano, due attaccanti – elenca l’amministratore delegato del Rieti, Roberto Di Gennaro – stiamo cercando nell’immediato di mettere a disposizione del mister giocatori per le prossime sfide di campionato. Per poi rifinire la squadra nell’ultima parte della finestra di mercato. Il mister ha indicato le esigenze, il direttore ha creato dei profili che poi verranno valutati. Parliamo con diverse società di A e di B. Certo – aggiunge Di Gennaro – convincere un calciatore di venire a Rieti oggi è un po’ più difficile. Mettendoci la faccia bypassiamo la problematica. Non parliamo di budget ma di profili utili. Ci crediamo fino all’ultimo alla salvezza sul campo”. “È il primo giorno che vengo a Rieti ma da 4 parlo Con beni – aggiunge Minguzzi – devo fare tante valutazioni. Ci portiamo dietro qualche zavorra pesante. Chiaro dobbiamo fare delle cose, dobbiamo prendere dei giocatori bravi. Sto lavorando su giocatori che conosco, saranno 4-5 mesi intensi. Serve carattere, ragazzi che sposino un’idea. Fiorentina, Pescara, Parma? Sì, ho rapporti buonissimi con tante società, è una vita che sono dentro a questo mondo”.

DI SANTO – Una questione tecnica incuriosisce: diesse dal 1° agosto è Pierluigi Di Santo, che anche un ruolo di dg. Come si concilia ciò con la nomina di Minguzzi a diesse? “Il diesse è Minguzzi. Punto. Su Di Santo vediamo – chiarisce Di Gennaro – Non è tutto sempre bianco o nero, ci sono delle sfumature”. Un addio, un cambio di ruoli? “Fateci lavorare” aggiunge lapidario Di Gennaro.

UN MILIONE DA PENULTIMI – Poi una domanda retrospettiva per Minguzzi: non sarà troppo un milione per essere penultimi? “Quel che è passato è passato – aggiunge il diesse – rivangare quello che è successo non serve. C’è un amministratore nuovo, c’è la volontà di dare continuità a questa società, è un buon punto di partenza, facendo bene e spendendo il giusto. Serve rinforzare la squadra che sarà importante che deve recuperare dei punti. Budget? Dobbiamo fare bene spendendo meno possibile”.

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