Calisse e Sebastiani: “Concorso in Provincia? Nessun obbligo di attingere alla graduatoria Ripam”

“L’Amministrazione Provinciale, a guida Calisse, fin dal suo insediamento ha improntato la gestione politico amministrativa dell’Ente al rigoroso rispetto delle norme, nella più assoluta trasparenza e imparzialità. Mal si coniuga, pertanto, alle premesse l’affermazione pronunciata dal Comitato dei vincitori del concorso Ripam, secondo la quale la Provincia di Rieti avrebbe indetto un concorso ‘fatto in casa’ facendo intendere anche il carattere ‘casareccio’ delle procedure concorsuali appena bandite”: lo dicono il Presidente Mariano Calisse e il Vice Presidente Andrea Sebastiani, con delega al Personale e Contenzioso.

“L’aver affidato ad una società esterna e a commissioni d’esame, composte da autorevoli membri interni ed esterni all’Amministrazione, la gestione dell’intera procedura, a partire dalle prove preselettive a cui tutti i concorrenti si dovranno sottoporre, dovrebbe indurre ad una maggiore prudenza nelle affermazioni. Quanto alla possibilità di partecipazione concessa anche ai laureati in materie umanistiche, la scelta è stata fatta al solo fine di permettere a tutti l’accesso ai bandi escludendo aprioristicamente, anche in questo caso, qualsiasi ipotesi di ‘contaminazione’. Da ultimo, è quanto mai utile precisare che non vi è obbligo di legge attingere alle graduatorie Ripam da parte degli Enti che intendano bandire concorsi pubblici. Le stesse graduatorie Ripam, peraltro, non sono le uniche ancora normativamente vigenti atte ad essere considerate per ricoprire i profili richiesti, dal momento che altre, ben più datate, sarebbero dovute essere, per gli stessi motivi, attenzionate dall’attuale Amministrazione Provinciale” dicono Calisse e Sebastiani.

“Non si capisce il motivo per il quale le graduatorie del Comune di Poggibonsi piuttosto che quelle della Regione Umbria, siano meno efficaci di quelle stilate da Formez, la quale ha appositamente messo a disposizione di vari Ministeri le proprie, che, opportunamente utilizzate per l’accesso al servizio non hanno, tuttavia, avuto il gradimento da parte di vari esponenti del Comitato. Al di là delle strumentalizzazioni che, inevitabilmente, accompagnano processi di reclutamento importanti per un territorio come il nostro, fortemente debilitato da una crisi occupazionale che stenta ad arrestarsi, invitiamo tutti a studiare, a prepararsi e a presentare domanda di partecipazione perché riteniamo, questa, un’occasione da cogliere per tanti giovani, laureati e non” concludono Sebastiani e Calisse.

Foto: RietiLife ©

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