Sindaci di Rieti e del Lazio contro i danni da cinghiale, riunione con Coldiretti e Regione

“La nostra è un’iniziativa che voglio chiamare di legittima difesa agricola. Quest’emergenza non è più sostenibile perché causa ogni anno dai 3 ai 5 milioni di euro di danni alle aziende agricole. Un costo ambientale pesantissimo che non può essere scaricato sulle spalle degli agricoltori”.

Lo ha detto David Granieri, presidente della Coldiretti del Lazio, chiudendo i lavori dell’assemblea con gli oltre 100 sindaci arrivati a Roma da tutta la regione per sollecitare le istituzioni ad adottare misure urgenti per contenere l’invasione dei cinghiali che non rappresentano soltanto una calamità per il mondo della produzione agricola, ma anche un problema di ordine pubblico, visti i loro continui sconfinamenti nei centri abitati. In sala anche i sindaci (o i loro delegati) di Rieti, Borgorose, Amatrice, Configni, Fara, Vacone, Leonessa, Posta, Poggio Mirteto, Casperia, Cittaducale e Rivodutri. “Noi non vogliamo soldi, non vorremmo dover ogni anno chiedere rimborsi e indennizzi, chiediamo atti amministrativi urgenti, efficaci e risolutivi della problematica. Da voi ci aspettiamo un atto di grande coraggio e responsabilità – ha detto Granieri rivolto ai sindaci – nel firmare le ordinanze comunali che autorizzano la cattura e l’abbattimento dei cinghiali. Un atto uguale per tutte le municipalità, comune a tutto il territorio regionale, per mandare un segnale forte e autorevole a chi deve risolvere il problema nella sua complessità. Questa storia che siano tecnici e burocrati a decidere tempi, modi e strategie al posto della politica deve finire”.

All’assemblea sono intervenuti oltre cento sindaci, o loro delegati, a testimonianza di quanto sia diffusa l’emergenza causata dalla proliferazione dei cinghiali che devastano le coltivazioni, gli uliveti, i noccioleti, creano pericolo alla circolazione stradale e mettono a rischio la sicurezza dei cittadini. L’assessore regionale all’agricoltura Carlo Hausmann ha riconosciuto che il passaggio delle competenze dalle province alla regione ha complicato le ordinarie attività per il contenimento della fauna selvatica.  Tuttavia ha assicurato che “nel nuovo calendario venatorio il periodo della caccia al cinghiale verrà espanso al massimo” e che è in arrivo un disciplinare pensato per agevolare le attività di caccia.

“Siamo anche pronti – ha aggiunto l’assessore – a portare in giunta la delibera di approvazione del piano straordinario delle attività e degli interventi necessari alla riduzione della popolazione di cinghiali”. È allo studio, inoltre, anche una normativa regionale per autorizzare la macellazione e la carne degli animali catturati, perché quello della fauna selvatica da problema possa tramutarsi in una nuova fonte di reddito per le aziende agricole, come già in altre regioni italiane. “Se questa volta non arriveranno risposte urgenti e definitive – ha aggiunto il direttore della Coldiretti del Lazio, Aldo Mattia – ci vedremo costretti ad una mobilitazione di categoria col coinvolgimento delle nostre 40.000 aziende agricole”.

Foto: COLDIRETTI ©

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