“O’REY, LA FEBBRE DEL SABATO SERA REATINO” / IL RICORDO DI STEFANO POZZOVIVO

Se n’è andato a 87 anni Adriano Boncompagni (leggi). Per RietiLife, lo speaker di Radio Subasio Stefano Pozzovivo racconta cosa ha rappresentato per i giovani reatini a partire dalla fine degli anni Settanta.

(di Stefano Pozzovivo) Per i ragazzi della nostra generazione Adriano ha rappresentato una conquista, il suo locale antesignano di moderne e scintillanti discoteche ha ospitato le nostre serate migliori. Erano i tempi in cui ci si divertiva semplicemente stando insieme, immaginando le piroette di Tony Manero de la Febbre del Sabato Sera e quella che prendeva a tutti era davvero una febbre irrefrenabile con file interminabili all’ingresso e acconciature maschili a “spina di pesce”.

Che sagoma Adriano, una vita spesa tra l’altro suo talento, la pizza e i giovani di cui amava circondarsi. ‘O Rey fu la sua creatura più riuscita. Nel suo locale si sono alternati dj importanti o che da lì hanno mosso i primi passi ma anche semplici amanti del ballo che si ritrovavano il sabato in perfetta comunione musicale. Un vero imprenditore dell’intrattenimento, sempre una spanna avanti agli altri, sia nelle intuizioni sia nei rischi che pure in un settore così “ballerino” non mancavano.

È stato un protagonista del suo tempo, un personaggio, uno degli ultimi testimoni di un fermento cittadino che ormai è solo un ricordo. Negli ultimi decenni era tornato al suo antico amore: la pizza. Il lento e inesorabile tramonto delle discoteche non l’aveva trovato impreparato. Era una figura a tratti anche rassicurante per noi teenager del tempo. Varcare la soglia del suo locale era un traguardo da grandi e scendere quella scala con le lucine entrare definitivamente in società. Grazie Adriano. I ragazzi di allora sono tutti qui oggi a salutare il loro ‘O Rey.

Foto: RietiLife ©

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