SINDACATI: “CAMERA DI COMMERCIO NEL MIRINO DELLA SPENDING REVIEW, LAVORATORI IN AGITAZIONE”

La Camera di Commercio a rischio. Lo annunciano i sindacati che in una lunga nota spiegano la preoccupazione dei lavoratori sugli scenari dovuti alla spending review. 

«La Rappresentanza Sindacale Unitaria dei lavoratori della Camera di Commercio di Rieti unitamente alle OO.SS. territoriali FP-CGIL, CISL FP e UIL FPL, di categoria,  manifestano la loro profonda preoccupazione per la situazione di estrema incertezza sul futuro dell’ Ente Camerale Reatino nonché sulle possibili ricadute occupazionali che la cosiddetta “Riforma” del sistema camerale (in attuazione della Legge delega n. 124/2015), proposta in questi giorni dal Governo, rischia inevitabilmente di generare. Si ricorda che la legge delega nel  confermare  il dimezzamento del diritto annuale, introduce un processo di riordino complessivo del sistema camerale con una riduzione delle CCIAA dalle attuali 105 a 60, la razionalizzazione delle loro funzioni e la semplificazione della governance. La riduzione delle risorse derivanti dal taglio del diritto annuale (fonte prevalente di sostentamento), operato dal D.L. 90/2014 convertito in Legge n. 114/2014 pari al 35% nel 2015, 40% nel 2016 e 50% nel 2017 , a regime, per la Camera di Commercio di Rieti, sfiora  un importo di 1.230.000,00 euro. A questa pesante  riduzione di risorse che già di per sé pone un serio problema di sopravvivenza,  stante le fonti di stampa e le bozze di decreto delegato che circolano in rete, si aggiungono:

  • la sottrazione della quasi totalità delle funzioni, come ad esempio la semplificazione per l’avvio di attività economiche,  la promozione del territorio e delle economie locali, l’accesso al credito per le PMI, il supporto ai consorzi fidi e all’internazionalizzazione, la promozione di osservatori dell’economia locale e la diffusione di informazione economica , imprenditoria femminile, la mediazione per la risoluzione delle controversie tra imprese e tra imprese e consumatori e utenti (conciliazione), la cooperazione tra le Istituzioni per l’attuazione dei percorsi di alternanza scuola-lavoro;
  • la dichiarazione di esubero del 25% del personale camerale  adibito a funzioni di supporto, nel caso di accorpamento di più camere (caso in cui ricade la Camera di Rieti visto il suo attuale dimensionamento) , ipotesi che mette a rischio posti di lavoro nelle  Camera di Commercio  e nello specifico con maggior incidenza anche  in quella di Rieti .

Si precisa che a seguito dei pensionamenti maturati negli anni , attualmente in Camera di Commercio di Rieti operano 15 unità di personale su una pianta organica prevista pari a n. 33 unità.

Si precisa altresì che  l’incidenza dei costi del personale sui proventi camerali è di poco superiore al 25% (dato 2014), valore assolutamente virtuoso nel panorama delle pubbliche amministrazioni italiane.

Tutto tace, inoltre, relativamente alla tutela dei posti di lavoro  delle Aziende Speciali e delle Società Partecipate ;  la Camera di Commercio di Rieti  ha istituito da tempo una azienda speciale presso la quale operano n. 6 unità di personale. Possiamo, a buon ragione, affermare che non vi è nesso di causa ed effetto tra la Riforma del sistema camerale ed il beneficio che ne trarrebbe l’economia. Il risparmio annuo previsto per l’ impresa iscritta è minimo (45 euro di media ) che certamente rappresenta un valore irrisorio a fronte dei benefici che  l’impresa trae o che potrebbe trarre dai servizi  resi dal sistema camerale. Nell’ambito della  P.A. le camere di commercio si sono sempre distinte per gli alti livelli di efficienza , professionalità   e innovazione nei servizi offerti agli utenti con positivi riscontri da parte degli utenti stessi. Le Camere di Commercio non gravano sulla spesa pubblica nazionale in quanto non ricevono trasferimenti di fondi dallo Stato ma, al contrario, versano allo Stato i risparmi conseguiti con l’applicazione della spending review ( la sola Camera di Commercio di Rieti  nel periodo 2013-2015 ha versato nelle casse statali circa 500.000 euro) e con l’obbligo di depositare le proprie giacenze presso la Banca d’Italia, contribuiscono al finanziamento dello Stato stesso. Il silenzio di Unioncamere nazionale e della quasi totalità dei soggetti rappresentanti e rappresentati dal sistema camerale  è assordante. Forte è la convinzione che si stia preparando il terreno per una spartizione, tra le varie associazioni imprenditoriali di categoria, delle funzioni e del patrimonio camerale. Le preoccupazioni del personale camerale per la salvaguardia dei livelli occupazionali e per la difesa delle funzioni degli Enti Camerali, anche a livello locale, inducono il personale della CCIAA di Rieti a proclamare lo stato di agitazione  e nel caso in cui il Governo dovesse ostinatamente procedere all’attuazione di quanto paventato ad  unirsi ad una comune battaglia con una mobilitazione unitaria ampia e articolata». Foto (archivio) RietiLife ©

Print Friendly, PDF & Email