POZZI, VIA DELLE CANALI NELLA SPORCIZIA: “INTERVENITE” / LA SEGNALAZIONE

“La zona dei Pozzi è nel degrado”. Lo segnala un lettore, Filippo Orlandi, che scrive a RietiLife per dare voce a quanto succede in uno degli angoli più caratteristici della città. Non è la prima segnalazione dai Pozzi (leggi).
LA LETTERA
Ci risiamo ancora, e con un notevole peggioramento della situazione! Via delle Canali è in condizioni igienicamente pietose, un pò per la gestione molto rara della pulizia, ma anche per scriteriati eventi sostenuti pure dalle istituzioni locali che poi, però, non si fanno carico di controllare quanto è accaduto nei luoghi dove sono state permesse attività, che non hanno nulla a che vedere, a mio avviso con la cultura, come “Le osterie dei pozzi”. È cosi che si è chiamato l’evento che ha tenuto in ostaggio via delle Canali per quattro giorni, dal 30 luglio al 2 agosto 2015.
Personalmente non ho nulla contro gli eventi che promuovono cultura come “La notte delle stelle”, ma ho seri dubbi a considerare “Le Osterie dei Pozzi” attività culturali se i risultati sono, a distanza di più di un mese, quelli che sono visibili dalle fotografie allegate. Noi abitanti di via delle Canali, oltre al disagio dovuto all’impossibilità di circolare, in queste occasioni, con i propri mezzi solo anche per necessità e urgenza, pur pagando la tassa della ztl, siamo costretti a tenerci una via sempre più sporca e con le caditoie ostruite per mancanza degli opportuni interventi.
A questo si aggiunga il versamento sconsiderato di olio combusto, olio delle pizze fritte, frutto de “Le osterie dei pozzi”, dentro una delle caditoie della piazzetta di via delle Canali  e che a ogni pioggia o temporale refluisce nell’area dove, per rientrare nella mia casa, sono costretto a passare.
Pur avendo informato chi di dovere, non solo non ho avuto a tutt’oggi risposta, ma non si sono presi neppure i minimi e necessari provvedimenti. Gli abitanti di via delle Canali sono cittadini come tutti gli altri, pagano le tasse come molti, ma non hanno servizi che possano essere considerati decenti”.
Foto: Filippo Orlandi ©
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