PREITE, CASCIOLI-SEBASTIANI CONTRO BIZZOCA: “ANCHE VOI RISPONDERETE DI DANNI ERARIALI”

Ancora scontro sul caso Preite. I consiglieri di minoranza Sonia Cascioli e Andrea Sebastiani replicano alle parole del consigliere di maggioranza Gabriele Bizzoca, che chiedeva al centrodestra di assumersi “le responsabilità politiche del disastro” (leggi Bizzoca), alla luce del “no” formulato dal giudice del lavoro al ricorso contro il licenziamento dell’ex dirigente comunale del settore finanziario (leggi la notizia). Di seguito la nota integrale Cascioli-Sebastiani.

Dopo una lunga, interminabile attesa abbiamo avuto finalmente la possibilità di leggere le perle di saggezza dispensate dal Consigliere Bizzoca il quale, dopo tre anni e probabilmente grazie alla nuova spilletta, ha finalmente trovato il coraggio di far sentire la propria voce. Ma la delusione ha preso subito il sopravvento atteso che ci aspettavamo un esordio quantomeno originale, scoppiettante, con argomentazioni che fossero farina del suo sacco, piuttosto che il banale copia incolla delle valutazioni politiche già apparse sulla stampa locale.

A pochissimi giorni dalla patetica tragicommedia alla quale abbiamo assistito in Consiglio comunale, che ancora una volta ha certificato l’inconcludenza assoluta di una politica fallimentare, il novello capogruppo, sicuramente imboccato da qualche superiore censore che, a comando, accende le sue puerili argomentazioni, fa sentire la sua voce per ripetere ancora una volta, come ormai centinaia di altre volte, il disco rotto dei brutti e cattivi che hanno governato prima di loro. Ma stavolta è talmente invasato che tenta un ulteriore slancio in avanti: estendere le responsabilità attribuite alla giunta di centrodestra che li ha preceduti anche a noi che, pur non essendoci stati, saremmo rei di portare in Consiglio comunale le stesse bandierine che volteggiavano in precedenza.

Al caro Bizzoca evidentemente l’eccitazione da comunicato stampa dettato da altri offusca la mente: fermo restando che potremmo obiettare per l’ennesima volta che non possiamo essere chiamati a rispondere di fatti di cui non siamo stati protagonisti né tantomeno di atti che non abbiamo avallato, ci piace di più rappresentare che le nostre bandierine non sventolavano nella precedente giunta. E poi, ancor meno calzante, è il paragone che fa tra la sentenza definitiva della Corte dei Conti che assolve il dott. Preite dal danno erariale contestatogli, e la pronuncia del Giudice del Lavoro che, oggi, respinge un ricorso d’urgenza avverso un licenziamento che per diventare definitivo dovrà passare al vaglio di altri due gradi di giudizio. Ovviamente Bizzoca e i suoi colleghi consiglieri sono garantisti solo quando i processi riguardano i loro sodali mentre sono immediatamente giustizialisti quando riguardano gli avversari.

L’elucubrante Bizzoca non ha considerato però una cosa rilevante: che i sottoscritti non potranno mai essere chiamati a rispondere di eventuali responsabilità che venissero riconosciute in capo ai componenti della precedente maggioranza di centrodestra, come non potranno essere chiamati a rispondere di tutti gli scempi amministrativo-gestionali di cui l’attuale amministrazione si sta rendendo responsabile. Al riguardo, avrà pensato il caro Bizzoca che prima o poi la sua maggioranza sarà chiamata a rispondere di tutti gli affidamenti contra legem che ha collezionato in questi tre anni? Avrà pensato di quanti danni erariali saranno chiamati a rispondere insieme con i loro dirigenti di apparato? L’atteggiamento messo in campo col suo comunicato è sintomatico di una manifesta incompetenza non solo amministrativa ma dei minimi rudimenti giuridici.

E poi noi che amiamo leggere tutti gli atti, non solo quelli di comodo, consigliamo al ritrovato Bizzoca di non considerare come oro colato il verbo di quel giudice del lavoro che oggi afferma cose ben precise nel valutare il rapporto e le conseguenti responsabilità tra amministratori e dirigenti, ma che solo qualche mese fa affermava esattamente il contrario: “Il dovere di obbedienza impone al lavoratore, anche al dirigente, di adeguarsi alle scelte datoriali, anche se non condivise e anche se illegittime, purchè le stesse non trasmodino in illeciti di natura penale”. Sul punto non esprimiamo ulteriori valutazioni, fermo restando che chiederemo agli organi di controllo di verificare l’operato di questo giudice del lavoro. Siamo certi, infine, che tutta la vostra onestà intellettuale nel ricordare che insieme al dott. Preite “amministravano la Città altri dirigenti, un Sindaco e nove Assessori di centrodestra” l’avrete ben chiara nella mente anche quando dovrete riconoscere che insieme ai vostri dirigenti di apparato, ai quali state facendo firmare di tutto e di più, amministravano la città anche un Sindaco di SEL e nove assessori di sinistra-centro. E per concludere, a proposito di ciò che vi è consentito a stento, perché non fate l’elenco di tutte le significative risorse che siete sempre riusciti a reperire per sostentare ben nove assessori, alcuni con doppie pensioni, altri con primarie necessità di sopravvivenza, elargire significative parcelle a studi legali di apparato, foraggiare organizzazioni e strutture collegate ai vostri partiti, piuttosto che ad associazioni vicine al novello censore? Ed il consigliere Bizzoca di questo ne è certamente a conoscenza! Questo governo cittadino sarà sicuramente ricordato per la sua arrogante, ipocrita rappresentazione della realtà.

LA CONTROREPLICA DI BIZZOCA 

Il tandem Cascioli-Sebastiani vuole buttarla in caciara con un attacco tutto imperniato sulla mia persona che, a loro parere, sarei un burattino “sicuramente imboccato da qualche superiore censore che, a comando, accende le mie puerili argomentazioni”. Rassicuro il tandem sul fatto che la mia esperienza politica è iniziata, e continuerà, in piena e totale autonomia perché non ho, e non ho mai avuto, l’abitudine a farmi dettare comunicati stampa da altri. Qui mi fermo perché amo difendere le mie opinioni e confrontarmi con quelle altrui senza però denigrare le loro persone. Le mie considerazioni sulla vicenda Preite nascevano semplicemente dal fatto che le motivazioni del Giudice del Lavoro nel respingere il ricorso d’urgenza del dott. Preite mettevano in luce responsabilità personali intrecciate a responsabilità politiche.

Saranno gli altri gradi di giudizio a derimere il nodo tra le due responsabilità. Resta il fatto che, a pochi giorni di distanza, lo sferzante giudizio espresso dal tandem circa una fantomatica “macchina accusatoria messa in piedi dall’Amministrazione Petrangeli” sia stata, oltre che politicamente inopportuno, decisamente prematuro.

Foto: RietiLife ©

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