L’EMOZIONE SENZA TEMPO DELLA COPPA KORAC CHE FECE SOGNARE RIETI

La diplomazia in dialetto reatino di Italo Di Fazi, la tenacia del presidentissimo Renato Milardi, le gettonatissime “vetrine” di Liegi, il viaggio dei tifosi reatini per inseguire un sogno chiamato Coppa Korac. Sinfonie di un pomeriggio da amarcord alla biblioteca Paroniana. A 33 anni da quella notte, dalla finalissima vincente di Liegi, i nostalgici della gloriosa Arrigoni che fece innamorare una città intera si sono ritrovati per rivivere quella favola. L’incontro, moderato dai giornalisti Luigi Ricci ed Emanuele Laurenzi, ha intrecciato i ricordi di chi a Liegi c’era – Roberto Brunamonti e il cronista del Corriere dello Sport, Mario Arceri – e di chi quel giorno se l’è fatto raccontare, perché non si è reatini fino in fondo se non si è mai sentito parlare di quella epica notte del 26 marzo 1980. Pelle d’oca quando sullo schermo sono passate le immagini della finale contro il Cibona Zagabria, raccontate dallo storico cronista Rai, Aldo Giordani. I 28 punti di Johnson, la partita sottotono di Sojourner, la precisione di Scodavolpe, l’intelligenza di Brunamonti, la tensione di Sanesi. E poi l’esplosione di gioia alla sirena. “Bello ricordare i fasti dello sport cittadino, nell’auspicio che possano tornare. La storia della Sebastiani è la storia della città ed è bene mantenere viva la memoria”, ha commentato il sindaco Simone Petrangeli. Ma al microfono si sono alternati anche il vicecoach di Pentassuglia, Luigi Simeoni, il giornalista Flavio Fosso, Claudio Di Fazi figlio di Italo, e Riccardo Di Genova, che ha rievocato il viaggio infinito dei reatini a Liegi. Emozioni che non torneranno, e che forse, anche per questo, è giusto conservarle e renderle immortali. (Nazareno Orlandi). Nella foto, il giornalista Mario Arceri, Roberto Brunamonti e Luigi Simeoni, con le riproduzioni degli eroi Sojourner e Johnson. Foto: Gianluca VANNICELLI/Agenzia PRIMO PIANO © 26 Marzo 2013

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