MESSAGGIO ELETTORALE A PAGAMENTO - Committenti responsabili: i candidati

CASO ASM, I SINDACATI: “DA SEMPRE CONTRARI ALLA VENDITA DELLE AZIONI”

Nelle vicende ASM che tanto hanno avuto risalto sulla stampa locale in questi ultimi giorni le Organizzazioni Sindacali hanno ritenuto doveroso ed eticamente corretto non interferire con commenti o dichiarazioni in merito, ma, a seguito di quanto rilasciato dall’ex Sindaco nel corso di una intervista ad una emittente Televisiva Locale, ci sembra altrettanto doveroso, tenuto conto che siamo stati chiamati in causa senza possibilità di replica, contestare alcuni passaggi dell’intervista stessa. Ricordiamo al Sig. Emili, in quanto allora Assessore, che nell’anno 2000, in occasione della trasformazione di ASM da Azienda Speciale in S.p.A. a capitale interamente pubblico, le OO.SS non potevano far altro che prender atto di una volontà dell’allora Amministrazione Comunale di procedere in tal senso.  E’ da rammentare che in quello specifico contesto le Organizzazioni Sindacali, a garanzia dei lavoratori ASM, pretesero ed ottennero che, nello Statuto dell’ASM Rieti S.p.A approvato con delibera del Consiglio Comunale n° 82 del 28/12/2000, fosse inserita, così come è avvenuto, la clausola che ”In caso di future eccedenze di organico derivanti dal processo di trasformazione in S.p.A. e della riorganizzazione dei servizi, il Comune riassorbirà le risorse in eccedenza, mantenendo ”ad personam” le differenze retributive dei lavoratori eventualmente riassorbiti nel proprio organico, oltre alla possibilità di favorire l’azionariato dei dipendenti attraverso la vendita del 2% delle azioni a loro riservata”. Solo questo fu motivo di soddisfazione e meritevole di un brindisi. Per quanto attiene la dismissione del 38% del capitale pubblico di ASM Rieti S.pA., avvenuta nell’anno 2005, va ricordato che  i Sindacati hanno sempre contestato ed avversato tale decisione con azioni di volantinaggio  sotto la sede municipale, con la raccolta di 5 mila firma raccolte contro la svendita e con  scioperi generali. Contestavamo, e questo il sig Emili dovrebbe ricordarlo, sia le modalità di dismissione che la valutazione delle azioni in seguito vendute ai privati ed in riferimento a questo ultimo punto non eravamo i soli ad avere dei dubbi dal momento che anche il Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Rieti, con relazione del 19 febbraio 2005 (protocollo Comune Rieti n° 9872 del 23 febbraio 2005), invitavano il Sindaco a sospendere il procedimento di dismissione del 38% del capitale sociale di ASM, disponendo una nuova perizia di stima in quanto il prezzo azionario di Euro 3 fosse condivisibile quale elemento di mera partenza. Anche allora come oggi il Sindaco Emili definì la relazione tardiva e, anche tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012 con la frettolosa vendita del rimanente 2% delle azioni riservate ai dipendenti, ci attivammo attraverso atti formali, richieste di incontro più volte formalizzate ma sempre inascoltate ed anche stigmatizzate, oltre che attraverso diversi comunicati sugli organi di stampa, che in molti ben ricordano. Inoltre ci preme ricordare a quanti si ergono a difensori d’ufficio, che il Sindacato ha come ruolo principale quello di difendere i diritti di coloro che tale incarico gli hanno conferito attraverso la sottoscrizione di apposita delega, che rispondono al nome di lavoratori. (Da comunicato sindacale di Cgil, Cisl, Uil e Ugl). Foto: Itzel COSENTINO/Agenzia PRIMO PIANO © 15 Marzo 2013

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