Rieti calcio, in arrivo un’altra Italdiesel? Donati furioso incontra Curci

(di Christian Diociaiuti) La cordata romana di cui RietiLife parla da sabato è capeggiata da Alessandro Nuccilli, impresario edile romano che facendo una rapida ricerca Google emerge per avere una “passione”: quella per le squadre in difficoltà. Lucchese, Foligno e tante altre. Il suo profilo è ben descritto dai colleghi della Gazzetta di Lucca, che ne tratteggiano il palmares (leggi) in un articolo di un anno fa.

E in difficoltà ci sta anche il Rieti, da almeno due anni. Adesso, poi, c’è anche un milione di debiti, scoglio difficile da ripianare. E c’è una retrocessione in D che abbatte, di molto, il valore del club. Nuccilli, secondo quanto emerso, e come vi abbiamo raccontato ieri (leggi) si è proposto con 300mila euro subito nelle casse del club e impegni importanti, come quelli di mettere mano alle strutture. Qualcosa di simile lo aveva proposto anche nelle numerose piazze in cui si è presentato da controversa figura, in cui è stato al comando per poco, pochissimo.

Lo avevamo scritto: viste le precedenti esperienze, greci e Italdiesel – e figuracce annesse col mondo del calcio italiano, dagli stipendi non pagati all’aut-aut di Gravina dopo la gara non giocata con la Reggina – sarebbe stato opportuno vederci chiaro da subito. L’ottimismo che filtra da due giorni stonava proprio col passato. E senza nascondersi, al diffondersi della notizia della cordata romana e del nome di Nuccilli, anche in Comune hanno storto il naso.

Roberto Donati, consigliere comunale con delega allo Sport, non vuole parlare per ora. Prima vuole incontrare Curci faccia a faccia e capire cosa vuol fare con Nuccilli e le sue proposte. Summit a ora di pranzo. Questo interessamento non è piaciuto al consigliere, c’è da dirlo. E qualora si concretizzasse l’accordo Curci-Nuccilli, il “nuovo-nuovo-nuovo Rieti” partirebbe col piede sbagliato con l’ente, il Comune, che è proprietario della casa del Rieti, lo stadio Scopigno.

Le tappe odierne indicano che stamattina Curci si vedrà con l’avvocato che ne cura gli interessi a Roma. Con Schilirò ci sarà la lettura della bozza di accordo preliminare di cui già abbiamo accennato. Poi il ritorno a Rieti e il vertice di Curci con Donati. E questa sarà una chiave di svolta. Perché è vero che con una proprietà ognuno fa quel che vuole, ma è anche vero che il Rieti è proprietà “morale” della città. E altre figuracce per i colori non sono ammesse.

“Io non ho paura di vedere fallire il club se serve, lavoreremo per un’altra soluzione” aveva detto Donati, sposando peraltro un pensiero comune nel tifo. Un milione di debiti e una situazione amministrata da due anni in maniera approssimativa e senza programmazione non può dare un futuro alla prima realtà calcistica cittadina, anche se in Serie D. E oggettivamente appare quantomeno anti-economico investire su qualcosa che è poco più di macerie sportive. Per questo stona la proposta di Nuccilli e il Comune – così come tutti – vuol vederci chiaro.

Altrimenti si prepara il piano B. Fc Rieti in fallimento, liquidazione dei fornitori e ripartenza di una nuova realtà dalle categorie regionali. Un qualcosa che forse andava fatto prima.

Foto: RietiLife ©

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