Cgil-Cisl e Uil: “C’è bisogno di riforma per ammortizzatori sociali. 180mila lavorati in emergenza”

“L’emergenza sanitaria ha reso evidente che abbiamo bisogno, con urgenza, di una riforma degli ammortizzatori sociali, infatti dopo il ripristino della Cassa Integrazione in deroga abrogata con i decreti attuativi del jobs act lasciando fuori da ogni protezione sociale oltre 180 mila lavoratori solo nel Lazio, ci troviamo ad affrontare un’altra emergenza, quella dei lavoratori che pur avendo un contratto a tempo indeterminato vanno in sospensione quando termina la loro attività in particolare per le attività legata alle chiusure del sistema scolastico” ha detto la CGIL Roma e Lazio CISL Lazio UIL Lazio
Per continuare: “Ci riferiamo ad un mondo vasto che dai lavoratori di tante le scuole private, gli appalti delle scuole alle mense, dalle cooperative e aziende di diversa natura ad una platea larga del terzo settore.
Sono lavoratrici e lavoratori che già in periodi normali attraverso la sospensione non percepiscono stipendio, con la fase 2 rischiano di subire oltre al danno la beffa, quella  di non aver diritto a nessun ammortizzatore. La Regione Lazio  in questo frangente deve farsi carico del problema attraverso una duplice strada, con l’interlocuzione nei confronti del Governo e trovare una soluzione oppure trovare lei stessa modi e forme per dare una soluzione anche a questo mondo spesso troppo sconosciuto ma che rappresenta un porzione importante di economia”. 
Per concludere: “La CGIL di Roma e Lazio la CISL Lazio e La UIL Lazio non smetteranno di ripetere che non siamo tutti uguali, in questi anni c’è chi si è arricchito mentre è aumentata la fascia di povertà, è arrivata l’ora di invertire la tendenza, il modo per farlo è di dare priorità alle lavoratrici ed ai lavoratori, rispondere ai loro bisogni alle loro necessità diventa un imperativo dal quale nessuno può sfuggire. Siamo stati attivi e presenti per denunciare i ritardi con cui viene pagata la cassa integrazione ed il fis, gli egoismi di quei datori di lavoro che pur potendo hanno rifiutato l’anticipazione, il fallimento dell’anticipazione sociale. Ora si affronti e si risolva il problema delle sospensioni”.
Foto: RietiLife ©
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