La lettera di un contiglianese: “Caro Coronavirus, vattene. E lascia stare i nostri nonni”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un lettore, di Contigliano, che si rivolge direttamente… al coronavirus.

LA LETTERA

Caro Coronavirus, come stai?

Vorrei soffermarmi sulla tua scelta di arrivare nella Valle Francescana sul Cammino di Francesco, nella fattispecie a Contigliano. La questione mi tange, sono nato e ho vissuto qui per 60 anni, ed oggi ancora sono qui, quindi lasciami il piacere di presentarti Contigliano ed i suoi abitanti. Per prima cosa sappi che tutti, ma proprio tutti, abbiamo un meraviglioso modo di dire “ò fatto, ò detto “di cui andiamo molto orgogliosi.

E non credere a chi ti dice “ho fatto o ho detto” si senta più italiano di noi, siamo gente dura. E pensa caro Coronavirus o Covid-19 come preferisci essere chiamato (fai tu) nel lontano 1501 ci siamo permessi l’arroganza di combattere senza esercito un capitano di ventura, certo Vitellozzo Vitelli da Città di Castello, e una bella sassata gliela abbiamo rifilata, che credi… e giuro che se ti vediamo passare a Porta Codarda anche a te, non ti risparmiamo.

Tu lo sai che la gente di questi posti è temprata dalla nascita? Guarda che noi abbiamo la nebbia, il freddo, i campi le montagne e quello che chiamiamo ‘profumo di campi’ è l’odore del letame usato per concimare! Mangiamo pane e porchetta e i pizzicotti con talmente tanto peperoncino che lascia il pizzicore in bocca per 365 giorni fino al giorno della prossima sagra!

E tu te ne arrivi a marzo con la temperatura mite a spaventare sta gente? Maddai.

Ti permetti con una tale arroganza di non farci rappresentare la Passione di Cristo nel Giorno del Venerdì Santo e sai bene quanto ci teniamo da secoli noi Contiglianesi… Non voglio parlare di quello che hai combinato al Campionato del Basket Contigliano, abbiamo fatto i salti mortali per allestire una squadra competitiva… e sì… volevamo proprio divertirci ai Play-Off e te invece dall’oggi al domani ci fai capire che è tutto finito…

Tu arrivi lì a scatenare l’epidemia? Sei un po’ ridicolo!

Ti comunico che, se decidi di prolungare il tuo soggiorno, a Agosto si organizzerà sempre la L’Assalto al Castello, oltre la Fiera di San Lorenzo e la Sagra del Pizzicotto: tutto ciò avviene tra il 1 e il 15 di Agosto. Sono certo che ti fregheremo dammi retta, procurati due pizzette fritte, un piatto di pizzicotti belli piccanti di Contigliano, una Pizzetta Farcita con salsiccia e verdura alla Contrada Costa, un bicchiere di vino dai Mercanti e torna da dove sei venuto perché ‘sta gente Contiglianese è piuttosto cazzuta e dobbiamo tornare presto a lavorare per organizzare i nostri eventi. Per cortesia fatti da parte e lasciaci in pace e soprattutto lascia in pace i nostri nonni. “I nonni sono la saggezza, la nostra memoria per portare avanti la nostra storia”.

Foto: RietiLife ©

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