“La Sabina dimenticata: riscoperta dei tesori del passato”: ecco i risultati

Nella giornata di sabato 23 novembre 2019, alle ore 10 presso il Castello Orsini dell’Università Agraria di Ponticelli (Scandriglia, Rieti) saranno presentati al pubblico i risultati del progetto denominato “La Sabina dimenticata: riscoperta dei tesori del passato” e attuato nel corso dell’anno 2019 dall’Istituto Comprensivo “Ferruccio Ulivi” di Poggio Moiano (RI). La scuola ha ottenuto un finanziamento europeo nell’ambito del Programma Operativo Nazionale (PON) del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con fondi FSE (Fondo Sociale Europeo) per un importo di € 10.961,70 relativamente al potenziamento dell’educazione al patrimonio culturale, artistico, paesaggistico.

Il progetto è stato realizzato nella scuola secondaria di primo grado di Scandriglia, ed ha consentito l’approfondimento della conoscenza del sito archeologico della villa romana dei Bruttii Praesentes nel territorio di Scandriglia (RI) e più in generale della conoscenza del patrimonio culturale locale. Sono stati coinvolti circa 30 tra alunni ed alunne delle classi prima e seconda media, su di un percorso articolato in due moduli didattici; uno volto all’accesso, all’esplorazione e alla conoscenza del patrimonio con focus specifico sulla villa dei Bruttii Praesentes; l’altro, successivo e conseguente per logica al precedente, indirizzato alla conoscenza e comunicazione del patrimonio locale anche attraverso percorsi in lingua straniera. I ragazzi hanno potuto vivere l’esperienza della ricerca sul campo guidati dall’Archeologa Francesca Lezzi che in passato ha seguito gli scavi della Sovrintendenza sul sito che ospita la villa romana. La Dottoressa Lezzi li ha anche guidati sul territorio della provincia di Rieti alla ricerca di altre realtà archeologiche facendogli conoscere i siti di Trebula Mutuesca (Monteleone Sabino), della villa Romana di Cottanello e i musei di Monteleone Sabino e Rieti.

I ragazzi hanno vissuto questa esperienza unica mostrando entusiasmo, interesse e stupore davanti a quei tesori nascosti di cui la maggiore parte ignoravano l’esistenza. Uno specifico percorso musicale, a cura del Prof. Giuseppe Occhioni, ha inoltre approfondito un tema, quello delle sonorità e dei componimenti, che per la sua stessa natura è più difficilmente tangibile tra le testimonianze materiali archeologiche, ma che pure tanta parte doveva avere nella vita quotidiana degli antichi.

Il laboratorio di scienze ha poi permesso ai ragazzi di approcciarsi in maniera concreta ai manufatti antichi, imparando le tecniche di modellazione e l’uso di alcuni manufatti. Questo percorso, nuovo per il territorio, è stato reso possibile grazie alla disponibilità delle famiglie che hanno collaborato fino alla fine, dal Comune di Scandriglia e dell’Università Agraria di Ponticelli che hanno garantito il necessario supporto operativo e dal lavoro silenzioso ma prezioso della Dirigente Scolastica Giuliana Calviello e dei docenti Emanuela Desideri (tutor del progetto), Sara Pelagalli (responsabile dell’aspetto pedagogico), Federica De Angelis (responsabile della valutazione), Giuseppe Occhioni (docente di musica) e Domenico Ferretti (che ha curato l’aspetto tecnico-scientifico).

Il programma della manifestazione prevede gli interventi della Dirigente Scolastica, del Sindaco di Scandriglia Lorenzo Ferrante, di Alessandro Betori – Funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologica del Lazio e dell’Archeologa Francesca Lezzi.

Seguirà la presentazione dei pannelli della mostra la proiezione di un video a cura degli allievi della scuola secondaria di 1° grado di Scandriglia.

I ragazzi saranno poi protagonisti di uno spazio musicale e riceveranno gli attestati di partecipazione al Progetto Formativo PON, le certificazioni musicali ABRSM (Associated Board of the Royal Schools of Music). Concluderà l’evento la premiazione del concorso per i migliori elaborati (fotografia, disegno e testo letterario) prodotti durante il laboratorio.

Foto: RietiLife ©

 

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