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L’emancipazione femminile nella moda: Coco Chanel ed Elsa Schiaparelli

Nuovo appuntamento con una rubrica di RietiLife, quella dedicata alla moda. A curarla è la reatina Beatrice Brucchietti, della Bea Brooke Fashion Agency

(di Beatrice Brucchietti – B.Brooke Fashion Agency) All’inizio degli Anni ’30 il concetto di femminilità fu rivoluzionato da due stiliste: Coco Chanel, originaria di Saumur (Francia) ed Elsa Schiaparelli originaria di Roma. Le due stiliste avevano personalità completamente diverse e si detestavano a tal punto che ad un ballo d’alta società Coco Chanel chiese ad Elsa Schiaparelli di ballare per poi spingerla contro un candelabro.

Opposti gli stili: rigoroso e semplice quello di Chanel, ricco e fantasioso quello di Schiaparelli; opposte le origini: povera la prima, aristocratica la seconda. Tuttavia avevano una cosa in comune: valorizzare la donna come essere umano libero.

Per Chanel gli abiti non dovevano essere in alcun modo un ostacolo nello svolgimento delle attività quotidiane, dovevano essere pratici, comodi ma comunque eleganti e di classe. Coco era una donna che sapeva quello che voleva e la moda era il suo modo per essere indipendente date le sue umili origini. Iniziava la sua carriera come stilista di cappelli per poi creare collezioni anche d’abbigliamento dando vita al tubino nero e alla giacca Chanel.

LA FOTO: UN ABITO DI CHANEL NEGLI ANNI ’30

 

Elsa Schiaparelli veniva invece da una famiglia nobile, discendente dei Medici, e fuggì da essa e da un matrimonio combinato. Per lei la moda era estro, stravaganza, lusso; per lei la libertà voleva dire emancipazione da qualsiasi tipo di autorità e convenzione sociale, proprio come aveva fatto lei. I suoi abiti incarnavano il suo essere contro le regole e contro ciò di cui aveva sempre fatto parte, abiti dove arte e moda si unirono per la prima volta, con collaborazioni destinate a lasciare il segno. Inoltre la Schiaparelli inventò impermeabili da sera, abiti in vetro, mantelle color rosa shocking con enormi soli ricamati in oro sulla schiena.

Nella sua autobiografia “Shocking Life” (1954) Elsa Schiaparelli scrisse i “12 comandamenti per una donna“, tra i più celebri c’è il quinto che recita “Il 90% delle donne ha paura di farsi notare e teme il giudizio altrui. Quindi comprerà abiti tendenti al color grigio topo. E invece dovrebbe ambire ad apparire diversa” il quale è stato da sempre visto come una “frecciatina” nei confronti dello stile di Chanel.

LA FOTO:  UN ABITO DI ELSA SCHIAPARELLI NEGLI ANNI ’30

La maison Chanel ad oggi è la casa di moda più importante al mondo e continua la sua storia ininterrottamente, al contrario l’atelier Elsa Schiaparelli chiuse nel 1954 ma riprese vita nel 2006 con Diego della Valle.

Entrambi i brand oggi si riconoscono ancora, come se il tempo non fosse passato e rivediamo ancora le due stiliste nelle loro rispettive collezioni. Una moda che non passerà mai di moda.

FASHION WEEK SPRING-SUMMER 2020

Il brand Chanel per la sfilata Haute Couture a Parigi sotto la cupola del Grand Palais, propone linee semplici, stampe a quadri e scozzesi, balze confetto, abiti in chiffon e ovviamente la giacca Chanel, mantenendo sempre uno stile bon-ton.

 

CHANEL: GLI ABITI

Mentre Diego Della Valle, per il brand Schiaparelli, propone una sfilata degna di Elsa all’Hotel d’Evreux curata dal direttore artistico Daniel Roseberry. Un evento con installazioni scenografiche e di significato con un attento studio sulla figura eclettica di Elsa Schiaparelli: velluto tagliato a laser, movimento di tessuti, asimmetrie e un blazer come accessorio su tutto.

 

Di nuovo nel 2019, come più di 80 anni fa, Chanel e Schiaparelli ritornano rivali.

Foto: BEABROOKE AGENCY ©

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